Giuseppe Panza di Biumo studia
giurisprudenza a
Milano, laureandosi nel 1954, ma
nutre fin da giovanissimo una grande passione per larte
contemporanea italiana e straniera, approfondita nel
viaggio in America del 1955.
Tornato in Italia si avvicina e studia
le nuove ricerche artistiche, interessandosi sempre di
pił alle nuove tendenze dellarte e scoprendo
artisti ancora sconosciuti al grande pubblico. Dal
1956 comincia ad acquistare opere darte,
trasformando la grande Villa di Biumo in una galleria
darte. Passeggiando per gli ambienti della sua
abitazione nei primi anni sessanta si potevano
ammirare sullo scalone quadri di Marc Rothko, in
ingresso opere di Robert Morris, Claes Oldenburg e
Robert Rauschenberg, in soggiorno ancora dipinti di
Rothko, in sala da pranzo tele di Franz Kline, David
Simpson e neon di Dan Flavin, nello studio ancora
opere di Oldenburg. Con il passare degli anni lappartamento
al primo piano diventa insufficiente ad accogliere le
opere sempre pił numerose e Giuseppe Panza riadatta
gli ambienti delle scuderie e dei rustici per ospitare
interventi sullo spazio e sullambiente realizzati
da artisti come James Turrel, Maria Nordman, Robert
Irwin e Doug Wheeler.
Alla fine degli anni settanta la
collezione incomincia ad essere conosciuta anche fuori
dallItalia e risulta essere molto apprezzata in
America.. Giuseppe Panza si orienta quindi verso larte
minimalista, concettuale e ambientale ed ha il merito
di essere uno dei primi collezionisti dellespressionismo
astratto e Pop Art.
Nel 1976 lo spazio della Villa diventa
sempre pił insufficiente ed il Conte Panza, in
seguito anche a motivi economici, interrompe lacquisizione
di nuove opere. A partire dal 1983 la collezione viene
suddivisa con diversi accordi di vendita, donazione e
prestito, tra vari musei del mondo: MoCa di Los
Angeles, La Fondazione Solomon R. Guggenheim di New
York e il Museo Cantonale dArte di Lugano.
Negli anni 80 riprende il Conte
Panza riprende la sua attivitą da collezionista ed
acquista opere di Peter Shelton, Robert Therrien,
Martin Puryear, Barry X. Ball, Ettore Spalletti, Ford
Beckman, Rony _Horn, Stuart Arends, Robert Tiemann,
Hubert Kiecol, Thomas Schutte, Jean Vercruysse, Allan
Graham, Winston Roeth, Max Cole, Ruth Ann Fredenthal,
Lawrencee Carroll, Gregory Mahoney, Phil Sims, Ron
Griffin, Emil Lukas e Michael Rouillard.
Nel 1996 in conte Panza dona la villa
e parte della colezione al FAI con il giardino, i
rustici e gli arredi interni del XVI e XIX secolo.
Oggi sono visitabili 21 pezzi della collezioni di arte
primitiva africana e precolombiana (costituitesi
parallelamente a quella pił conosciuta di arte
contemporanea) e 113 opere di arte dagli anni sessanta
agli anni novanta.