Tutto come previsto:
i Roosters non entusiasmano al debutto nei play-off, vincono
soffrendo in casa, perdono, senza mai dare l'impressione di
avere la mentalità giusta per rimontare, a Rimini. Dunque
si torna in parità; giovedì sera a Masnago gara 3 dovrà
ancora dirci molte cose su questa squadra. Che pare in ogni
caso aver smarrito la fiducia in se stessa ostentata
spavaldamente durante gran parte dell'anno, che paga ancora
la latitanza di un Pozzecco lontano dai giorni migliori e
che soffre maledettamente nel reparto lunghi: ancora una
volta Tomidy e Tusek, ripetiamo due buoni lunghi ma niente
di più, l'hanno fatta da padroni contro un Santiago come
sempre limitato dai falli, e contro un evanescente Zanus
Fortes. E' inutile pretendere che Galanda o De Pol
sopperiscano sempre in quella posizione cruciale alla
latitanza del pivot titolare. Varese paga, inoltre, quello
che molti temevano alla vigilia: la mancanza grave e
preoccupante di incisività di Mrsic. Anche stasera il
croato manca completamente nel tiro pesante, permettendosi
di sbagliare rigori da sotto. Troppe cose insomma non girano
per il verso giusto per Varese. Dall'altra parte del resto
si trovano una Pepsi che già a Masnago ci aveva creduto
fino all'ultimo e che in casa, sostenuta da un pubblico
caldissimo parte di slancio e rimane avanti tutta la partita
con il merito di non perdere la testa nel finale, sul fallo
sistematico di Varese negli ultimi tre minuti. I riminesi,
fino ad allora non brillantissimi dalla lunetta, infilano
una serie impressionante di liberi senza paura vincendo alla
fine con un meritato 101-94.
Rimini parte subito
alla grande, si diceva; 15 a 4 dopo 5 minuti, con
Gianfilippo Rossi subito sugli scudi ad approfittare dei
ritmi lenti del Poz, con Santiago che schiaccia goffamente
facendo sfondamento e Granger che ancora una volta in casa
riscatta le opache trasferte. Recalcati chiama subito
time-out sul 15 a 4 al 5°, e al 7° decide di aver visto
troppo Pozzecco in campo e lo fa rilevare da Giadini.
Santiago segna qualche punto ma in difesa non regge
l'irlandese Tomidy e Tusek che di forza spingono Rimini: ma
è ancora il play Rossi con una tripla ad allungare 29 a 15
al 10° . I Rooster si fanno prendere da un precoce anche se
giustificano nervosismo: risultato, tirano male, perdono
rimbalzi , commettono falli in ritardo in difesa. Alla bomba
di Meneghin risponde ancora un indiavolato Rossi, Rimini
mantiene in 15 punti di vantaggio. Pozzecco cerca di
innescare Santiago anche per caricare di falli Tomidy, ma
Daniel sarà un disastro dalla lunetta per tutta la partita.
Vescovi, come in altre occasioni, emerge nelle difficoltà
generali della squadra: sei punti di fila avvicinano Varese
a -9 ma un'altra bomba di Righetti e un contropiede su palla
persa malamente affondano nuovamente i Roosters: 54 a 40 al
riposo.
La ripresa si apre
sotto i peggiori auspici: la pochezza dei lunghi varesini è
esaltatata dalla grande prova di Di Marcantonio, giovane
lungo di casa e idolo dei tifosi. De Pol forza e sfonda
aumentando la confusione sotto il cielo di Recalcati.
Santiago è al 4° fallo dopo cinque minuti, Mrsic sbaglia
anche da solo. Granger, in compenso, ci piglia da tre.
Pozzecco torna presto in panca mentre dall'altra parte i due
play Rossi e Morri sembrano toreri ispirati.
Morale: Varese non
risale la china ma viaggia sempre con quel ritardo che fa
male; non è la squadra della resa ad armi basse vista a
Treviso; qui i Roosters lottano, spingono ed è questo a
preoccupare di più, e cioè che, nonostante lo sforzo
profuso, Rimini ha sempre la lucidità e la tranquillità da
veterana per ricacciare indietro gli inseguitori. Varese
arriva a - 8 col quarto fallo di Tomidy. Ma è incapace di
approfittarne: Santiago esce mestamente col quinto fallo
pochi secondi dopo e Pozzecco vittima più della sua
condizione che degli arbitri si fa fischiare un tecnico.
Rimini respira. Troppi errori in attacco per Varese e Tusek
che torna alla ribalta. Sono gli ultimi sussulti. Meneghin
finalmente centra la bomba per il -6 a meno di due minuti,
85-79. Inizia la sequenza interminabile di liberi per la
Pepsi che dimostra di avere il carattere giusto per
affrontare il rischio psicologico delle gare che contano.
Dall'altra parte Varese non riesce a schiodarsi: sbaglia
Mrsic da tre, Vescovi esce per cinque falli. Granger,
Righetti e Tusek hanno la mano fredda nei momenti decisivi
mentre Andrea sbaglia i due liberi a disposizione e sbaglia
il canestro sul proprio rimbalzo recuperato. È la resA.