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POZZECCO SUPER TRASCINA I ROOSTERS


La grinta di Varese ha la meglio sulla forza della Kinder (83-69)

Finisce in mutande. Quelle di Pozzecco s'intende, che viene portato sugli scudi dal pubblico in delirio e spogliato dei preziosi indumenti fino agli estremi. Per il resto finisce in gloria con Varese che domina per buona parte il match e con Bologna vittima di una difesa asfissiante e che si fa punire a partita ormai persa nel suo uomo migliore, Sasha Danilovic espulso a un minuto dalla fine dopo un tecnico. Per il pubblico che esce dal PalaIgnis e inonda le strade di trombette e clacson la vittoria vale già come un piccolo scudetto, anche se la strada è ancora lunga e Bologna non è certo squadra da scomporsi per una sconfitta in trasferta: tanto più che i virtussini hanno sempre l'alibi di pensare alle final four di Monaco prima di rituffarsi a mente sgombra nel campionato. Tant'è.

I Roosters, nonostante i timori della vigilia, affrontano l'incontro con il diavolo in corpo, 26 palle recuperate contro le 19 della Virtus, la dicono lunga sull'intensità agonistica messa in mostra dagli uomini di Recalcati. Messina le tenta tutte per annacquare il fuoco dei Roosters, cambiando spesso per tre quinti il proprio quintetto, passando da quello con le due torri ai quattro piccoli. Solo la zona, in realtà, fa male, complice però più la stanchezza che altro, con i varesini che spadellano più del dovuto dalla distanza. Il risultato più convincente è che contro ogni soluzione tattica adottata da Messina stravincono la rabbia e l'agonismo dei Roosters, di Pozzecco e Mrsic su tutti, ciascuno dei due con degli ottimi motivi per scendere in campo più lustri che mai

Partita dura, basket vero senza esclusioni di colpi giocata a ritmi altissimi per quel che concerne Varese, con Bologna più macchinosa e senza trovare tutti i terminali pronti a concludere l'azione. Inizio a favore dei bolognesi che siglano un parziale di 4 a 0 con Nesterovic che non promette niente di buono. Santiago però si fa subito vivo e schiaccia in faccia allo sloveno su assist di Pozzecco. Il piccolo play smania e si vede e non ci mette molto ad entrare in partita: subito un'entrata show che taglia la difesa da parte a parte, la prima di una lunga serie di numeri che infiammeranno il PalaIgnis. Messina corre ai ripari toglie Rigadeau per mettere "picchio" Abbio, fischiatissimo, su Pozzecco. Mrsic da tre sigla il primo vantaggio, si fa vedere in ogni azione e realizza già 10 punti nei primi otto minuti di gara. Dall'altra parte Bologna trova canestri da sotto o fatica a scegliersi soluzioni semplici, va incontro a forzature in mezzo all'area e soprattutto spreca troppi palloni, la maggior parte dei quali a dir la verità sporcati o recuperati da una gran difesa dei varesini. Ovvio che scatti il contropiede, così come auspicato alla vigilia. Pozzecco è indemoniato nel rubare palla, nello scattare e servire i compagni. Quando lui esce la partita è ancora in parità, con i Roosters che non riescono ancora a capitalizzare il predominio e le numerose occasioni dovute anche ad un insperato vantaggio sotto i tabelloni, alla fine saranno 35 a 33 per Varese. Rigadeau cerca di approfittare di Giadini e per un pò ci riesce. L'alto numero di falli comporta già dal 13 minuto un elevata frequenza di liberi: la partita sembra incanalata in una regolare alternanza di vantaggi da una parte e dall'altra giocati più sulla precisione al tiro dalla lunetta che dal gioco. Vescovi e Rigadeau infilano da tre uno dopo l'altro. Sul 27 a 28 per gli ospiti Recalcati ripesca Pozzecco: Meneghin da tre, Cecco e poi Pozzecco creano il primo vero break della partita, risponde Danilovic ancora dalla distanza e replica ancora Andrea. Si va al riposo sul 40 a 34.

Secondo tempo preso ancora di petto dai ragazzi di Recalcati anche se la Kinder fa capire di non starci. Rigadeau, grande il suo secondo tempo, riporta i suoi a meno 3. Messina gioca con Nesterovic su De Pol, peraltro non in grandissima giornata, e Frosini su Santiago, Edward in panchina. Il Poz spacca subito la difesa e lancia Mrsic che realizza subendo fallo, nuovo break dei Roosters, +9, con Pozzecco che si porta a spasso il francese e gli fa commettere il quarto fallo. Time-out per Messina e dentro Crippa per mettere la museruola al play. Varese è nel suo momento migliore, De Pol finalmente mette la tripla e Edwards dall'altra parte non tocca nemmeno il ferro. Santiago ruba palla in difesa e lancia Pozzecco, Varese a +12 al 7°, terzo fallo anche di Nesterovic e nuovo time-out per Messina. In campo per lui la squadra veloce con Abbio, Crippa, Sconochini, Danilovic e Frosini. Bologna prova anche la zona ma Mrsic non ci pensa due volte e la infila da tre e poi ci pensa il Poz a tirar fuori le castagne del fuoco o il grandissimo, anche stasera, Galanda: 63-47 quando mancano sette minuti. Pare un vantaggio rassicurante: ma la zona di Messina fa lentamente effetto. Varese la interpreta bene, si trova quasi sempre con un uomo libero per tirare da tre, ma è la mira che manca; alla fine un 6/23 dalla distanza per i Roosters in linea con lo scarse percentuali degli ultimi tempi. Morale: Bologna rosicchia punto su punto, approfittando di alcune scelte arbitrali non felici. Rigadeau e Danilovic ci sono, gli altri annaspano o si rifanno dalla lunetta. Dall'altra sono Galanda puntuale a rimbalzo, abile nel subire falli, preciso ai liberi e un De Pol che fa vedere che attributi abbia anche in una sera di scarsa vena, a tenere in piedi la squadra. Che comincia a sentire la stanchezza, lo si vede dai falli che gravano su tutto il quintetto base, ma non molla. Avrà una settimana di tempo per riprendersi dalla battaglia mentre per Bologna inizia forse la settimana più dura dell'anno. E' giusto crederci e non lasciare niente di intentato. Bologna ci prova ma non riesce ad avvicinarsi e quando arriva la bomba di Rigadeau per il meno 7 della speranza per i virtussini è già troppo tardi. Mrsic vola in contropiede, gli arbitri fischiano un intenzionale a Danilovic. Il serbo si innervosisce, e all'azione successiva protesta e si fa espellere. Varese ha a disposizione quattro liberi che Pozzecco realizza nella sua apoteosi. Gara 1 in archivio, con tutte le sue dolci promesse.

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