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I ROOSTERS TRA LE PRIME QUATTRO


La Pepsi esce a testa alta (62-67) da un confronto difficile e nervoso

Che fatica. Fatica forse preventivabile, trattandosi pur sempre di un quarto di finale di play-off e di una gara ormai decisiva, ma certo è che ancora una volta i Roosters dimostrano di avere qualche lacuna da colmare in fatto di mentalità e di gestione del match quando questo entra nei momenti cruciali: Varese alla fine esce vittoriosa dal PalaFlaminio di Rimini, ma la sensazione degli ultimi 10 minuti è che Rimini fosse davvero ad un passo, con l'inerzia giusta, la trance agonistica necessaria, dal superare sul finale i varesini o quanto meno portarli ad un supplementare: conclusione equa di una partita a due volti. Primo tempo giocato a rirmi bassi con Varese non luccicante ma solida, avanti anche di 11 punti e capace di irretire una Pepsi nervosa, eccessivamente fallosa e con Granger defilato rispetto all'azione. Ripresa totalmente diversa con un Granger, forse anche lui in cerca di una riconferma e sicuramente dimostrando attaccamento ai colori, semplicemente stratosferico e una Varese in bambola a vedersi rosicchiare punto su punto fino a trovare il vantaggio finale che le consente l'approdo alle semifinali. Ancora una volta non si può essere troppo soddisfatti: la vittoria nella serie era data troppo scontata, vista la differenza sulla carta tra le due formazioni, per gioirne eccessivamente. Preoccupa ancora la fatica e il modo con cui anche stasera i Roosters hanno perso la testa, giocando a strappi senza continuità e subendo, senza riuscire a frenarlo, un solo giocatore. Varese ringrazia Mrsic, inguardabile nel primo tempo, coraggioso, umile e determinante nel secondo, l'unico in grado di rispondere, almeno in volume di gioco e punti, a Granger; e medita su Pozzecco, cui Recalcati preferisce ancora Giadini per lunghi tratti e che brilla solo per pochi minuti per poi sparire letteralmente dal gioco. Con lui in campo Varese gioca a lungo in quattro tanto il Poz, che anche stasera perde banalmente un cesto di palloni, si autoesclude dalla manovra d'attacco.

Tant'è. Manca ancora una settimana a gara 1 con la Kinder e c'è il tempo per perfezionare la sua ripresa e rivedere altri particolari. Certo dopo aver visto i bolognesi strapazzare Roma in tra partite non c'è da essere molto ottimisti...

La Virtus deve ancora affrontare le finali di coppa e Varese, oltreché su se stessa, sulla sua sete di vittoria e sulla genetica rivalità, può e deve puntare anche su questo fattore per sperare di tener testa alle V nere.

Per tornare alla partita, Varese scende in campo con uno spirito che appare ben diverso da quello di gara -2. La differenza più sostanziale è tuttavia quella rappresentata da Rimini che non appare in serata di grazia come domenica scorsa. Dopo alcuni minuti di parità con Santiago che si fa vedere sotto i tabelloni imbeccato da un sempre più positivo Giadini e Tusek e Tomidy che rispondono dall'altra parte, Recalcati innesca la miccia Pozzecco. Indubitabilmente, quando non si fa prendere dalle depressioni, Gianmarco è l'unico in grado di virare il senso della giostra: entra, serve assist, recupera palloni, morale in poco meno di due minuti 6-13 a metà tempo. Varese sembra scrollarsi il torpore, il contropiede fila liscio con Daniel e De Pol prepotenti che spingono la squadra a +10. Bucchi alterna i suoi play nel tentativo di disinnescare la bomba, ma d'altra parte difficile è per lui orientarsi tra i suoi se la squadra non segna per nove minuti di fila. I Roosters però dopo la fiammata si fermano a respirare, il punteggio rimane basso e se Rimini getta un pallone dietro l'altro, anche tra i varesini la precisione non è ancora una volta quella dei tempi migliori e Mrsic appare l'ombra di se stesso. Galanda da uno scossone con cinque punti, risponde Granger con quattro di fila, Rimini tenta si scrollarsi e in parte ci riesce arriva a -3 a due minuti dalla fine facendo presagire un secondo tempo non remissivo. Vescovi per il momento ci mette una pezza con una bomba. A 8 centesimi dalla fine del tempo Mrsic infila il suo primo punto, dalla lunetta, e si va al riposo sul 22-29.

La ripresa è tutta nel segno di Granger: 33 punti per lui alla fine di cui 25 nel secondo tempo. E' lui a farsi carico di tutto il peso dell'attacco lasciando agli altri briciole che però diventano macigni nella difesa molle di Varese. Mrsic - evidentemente deve essersela vista brutta nello spogliatoio con Recalcati - si ripresenta con due bombe di fila e l'orgoglio sanguinante del campione ferito. Per lui venti punti in un tempo. Ma è il resto della squadra a faticare. Pozzecco parte da titolare ma non incide. Varese va a + 9 con Jack ma poi inizia lo show di Granger. Meneghin prima, De Pol poi, non riescono a tenerlo a freno. Realizza 16 punti di seguito a Rimini va a -2. Varese riesce a stare a galla quando il pari sembra cosa fatta per merito ancora di Cecco. Recalcati gioca con una squadra di lunghi, Bucchi risponde con un quintetto molto basso e veloce, e se non segna Granger ci pensano Righetti e Zanella e persino Tomidy da tre, 45-46 all'11°. La partita si fa tirata punto a punto o quasi. Cecco da una parte, Zanelli dall'altra, Mrsic sbaglia ma recupera il rimbalzo segna e subisce fallo. Varese a + 5 di nuovo, ma giocando sporco. Granger è immarcabile anche da tre e riporta i suoi a -2 a meno di cinque minuti. E' un ping-pong con Mrsic che ribatte azione su azione e la difesa a zona aggressiva di Varese che lascia troppi spazi però al centro per i lunghi. Anche Zanelli non molla il colpo, sua una bomba che tiene Rimini a -1. Recalcati chiama time-out, Varese torna a uomo, Mrsic e Granger si rincorrono, parità 58-58 quando mancano due minuti alla fine. Rimini ha tutte le carte per tentare un sorpasso e costringere i Roosters alla quinta partita, ma Granger, probabilmente stremato, sbaglia dalla distanza; De Pol schiaccia e Galanda recupera un rimbalzo cruciale. Varese di nuovo a + 4, ma non è finita. Mrsic fallisce la bomba del ko, + 2 a - 40 secondi. Pozzecco fallisce un libero, Granger illude ancora la Pepsi, 62-63 a una manciata di secondi dal fischio. Mrsic freddo realizza i liberi, Granger questa volta sbaglia e Pozzecco dà la sicurezza dalla lunetta. Finale 62-67, Rimini esce tra gli applausi, Varese è esausta ma vede in lontananza la Kinder.

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