@ | Bambini | Libri | Arte Cinema | Economia | Lavoro | Sanità | Motori | Scuola | Sport | Tempo libero| Turismo

 

I ROOSTERS VEDONO LO SCUDETTO


Varese espugna ancora Casalecchio (60-63). Dopo nove anni Varese in finale

Meo Sacchetti ancora grida vendetta. L'infortunio del grande condottiero fu forse determinante nell'assalto alla Scavolini di quell'anno. Ne sono passati nove e di nuovo siamo qui, pardon, sono qui, la pallacanestro Varese a giocarsi il titolo fino all'ultimo atto, nel pieno di una condizione fisica ma ancor più mentale sfavillante.

È fatta, è finita, a casa i campioni in carica, ex da tutto quest'anno, campionato e coppa; a casa la spocchia di quelli che vincono sempre, che fanno i sornioni e poi colpiscono duro. A casa, non è più roba per voi. Dopo la partita di questa sera, la più brutta in assoluto della serie, ma anche la più drammatica, ritorna ancora più forte il rammarico di non aver chiarito subito le cose in Coppa Italia. Una vittoria allora sarebbe stata utile a far capire alla banda di Messina quanto poco si scherzasse da queste parti. Onore comunque a tutti: alla Kinder, penalizzata da un regolamento internazionale palesemente criminoso che obbliga le squadre di vertice a tour de force suicidi tra finali di Eurolega e partite decisive nei play-off senza un attimo di respiro. Onore a Bologna, priva anche stasera e totalmente della sua stella serba, che forse non ha in mente il basket in queste ore, ma che nel basket, l'abbiamo visto a Monaco con la bandiera della sua patria, poteva trovare utili valvole di sfogo. Auguri Sasha, a presto. Onore naturalmente a coach Recalcati, alla sua lucicità, alle sue giacche strapazzate da Pozzecco che non vuole uscire, al suo sano realismo da pompiere di mestiere e anche un poco per vocazione. Onore, e tutto quello che si può tributare, ai suoi uomini, artefici di una messa in scacco straordinaria, al di là di tutti gli errori, delle brutte percentuali, inevitabili in fondo vista l'importanza della posta in palio e del resto speculari alle inguardabili medie della Kinder. I Roosters soffrono, giocano gravati dai falli, situazione che ad un certo punto appare tragica, si aggrappano ai vetri della disperazione e ciò nonostante Bologna non respinge l’assedio nel proprio fortino per la seconda volta consecutiva. Se non fosse una semifinale scudetto, questo basterebbe a fare notizia. Ma è (!) una semifinale scudetto, e il doppio raid a Casalecchio ha un peso che probabilmente farà sentire le sue conseguenze anche nella prossima stagione e nel futuro del basket italiano. Straordinaria Varese, nella sera in cui le sue stelle, Pozzecco, Meneghin, Mrsic sembrano umili pedine sulla scacchiera, fanno 15 punti in tre, roba da mettersi le mani nei capelli. Punteggio finale basso, certo, 60 -63, ma non in molti avrebbe previsto i 13 punti di una straordinaria torre, Jack Galanda, torrido per intensità e determinazione, quanto gelido, decisivo ai tiri liberi nel finale drammatico; o i 16 punti del monumentale "cavallo", Manera De Pol, la "febbre del giovedì sera", ma soprattutto l’alfiere regale, Cecco Vescovi, "quel tram chiamato scudetto", in versione trascinatore quando serve. E stasera serviva.

Ingiusto non citare gli altri in campo: Santiago, partito come una folgore con due schiacciate, una stoppata, ma punito fin troppo severamente dagli arbitri e uscito al 30° minuto e Zanus Fortes, costretto dalle circostanze ad un minutaggio per lui inusuale proprio nella partita più importante ma capace di prendersi iniziative importanti.
Insomma grande Varese, capace con i lunghi decimati di risalire la china negativa del primo tempo ai rimbalzi per arrivare ad uno straordinario risultato di 27 palloni recuperati sotto i tabelloni contro i 29 di Bologna in alcuni momenti in campo con Binelli, Nesterovic e Frosini. Bologna dovrà riflettere su questo dato, più determinante forse, vista la situazione, dell'indecoroso 2/15 dalla lunga distanza e dei 30 liberi non del tutto capitalizzati contro la freddezza dei Roosters dalla lunetta anche nei momenti decisivi.

Brutta partita, si diceva, piena di errori da una parte e dall'altra; Bologna può recriminare, ma anche Varese, se avesse perso, avrebbe potuto fare lo stesso, per i palloni sprecati, le ingenuità in attacco, le troppe occasioni di rimanere in partita concesse agli avversari.
Match equilibrato, sempre; solo Varese "strappa" in due occasioni. Entrambe con Cecco a piazzare le triple e a portare Varese sul più sei sul finire del primo tempo, poi finito 31-35, e a quattro minuti dalla fine quando i suoi cinque punti consecutivi lanciano Varese sul 51-56. Strappi da poco, ma tutto l'incontro si è giocato sul filo dell'equilibrio. Varese quasi sempre avanti comunque, a confermare che il 3-0 ci poteva stare e che la squadra tornava a Bologna non frastornata, ma decisa e volitiva.

Se Mrsic segna il suo primo canestro all'inizio della ripresa e in difesa soffre troppo Edwards, se il Poz fa poco di più, dall'altra parte Rigaudeau fa del suo a confermare il brutto primo tempo di gara 3, mentre Nesterovic non riesce ad essere fragoroso. Messina pare in cerca di alchimie introvabili e gioca la carta dei vecchi: Crippa e Binelli stanno a lungo in campo, dignitosissimi certo, ma non proprio i due giocatori in grado di cambiare ritmo e ammazzare la partita. Il francese è inguardabile dalla distanza. Solo al primo minuto della ripresa piazza la staffilata che gela i varesini: pare la fotocopia del suo esordio a Masnago l'altro ieri. E’ un fuoco di paglia, continuerà a spadellare per tutta la partita. Varese butta troppi palloni e fino a metà ripresa è dominata ai rimbalzi, non riuscendole di far partire il contropiede al fulmicotone. Va da sé che i Roosters stanno avanti ma di poco: ai quattro falli di Santiago, Zanus, Mrsic, Pozzecco fanno riscontro i quattro di Sconocchini e Rigaudeau e siamo appena a metà del secondo tempo. E' il momento in cui Bologna mette fuori la testa. 48-46. Ci pensano prima Cecco da due ad impattare e Galanda con una tripla a ricacciare indietro le V Nere. Santiago rientra, fa passerella e dopo 10 secondi torna in panca con il quinto fallo. In ogni caso, senza nulla togliere a Galanda e a Zanus, Daniel sta facendo passi da gigante in rendimento, pecca nel’ingenuità dei contatti e lo scarso carisma nei confronti degli arbitri.

Binelli con la forza della disperazione riporta Bologna avanti di uno, 50-49 a - 7.44. De Pol impatta 51-51, Jack recupera un rimbalzo importantissimo: nei minuti finali in cui si segnerà con il contagocce, i rimbalzi difensivi di Varese saranno la chiave vincente. Punteggio ancora fermo. Ci pensa Cecco, da sotto, sbaglia Nesterovic, e ancora Cecco buca da tre: 51-56. Time-out per Messina. Edwards dalla lunetta per il 53-56. Gli arbitri fischiano scandalosamente un passi a De Pol, palla persa: inizia uno stillicidio di errori al tiro, nell'ordine: Rigaudeau, Meneghin, Sconochini, Mrsic, Edwards. Manca 1 minuto: Galanda in lunetta, va il primo, va il secondo, Varese di nuovo a + 5. Bomba di Hugo, 56-58 dopo un fallo di piede di Nesterovic non visto. Galanda sbaglia ma i Roosters recuperano il pallone e Jack di nuovo in lunetta. Va il primo, va anche il secondo, 56-60 a - 17 secondi. Nesterovic realizza, fallo su Mrsic a - 9 secondi. Sembra un film già visto. Il croato, assente per tutta la partita, non trema: 58-62, Bologna segna subito. Altro fallo su Mrsic a -3 secondi. Questa volta ne mette uno solo 60-63.

Il copione già visto prevedeva una folle corsa per il campo da parte di un giocatore di Bologna, un canestro al limite, l'urlo della vittoria strozzato nella gola dei tifosi varesini, quasi uno sberleffo ma più doloroso di un pugno nello stomaco. Ma stavolta Picchio Abbio è già fuori anche lui, per cinque falli; e De Pol, il più incazzato dopo gara tre, decide che lo spettacolo è bello ma non vale la replica. Sporca il passaggio in uscita. A Bologna rimangono poco meno di due secondi per provare a beffare Varese per la seconda volta, ma il caso questa volta ha deciso altrimenti. Varese vola in finale, forse scrivendo l'ultimo capitolo di una leggenda.

.
sport@varesenews.it


TORNA ALLE NEWS


INIZIO PAGINA

 

 
SPECIALE
Bulgheroni: presidenti da tre generazioni 

La Varese di "Pozzo" e "Menego" 

Dopo nove anni Varese in finale, i Roosters vedono lo scudetto 

Finale da thriller con Bologna: Abbio gela i Roosters a un passo dalla vittoria

Esaltante prova , Varese sbanca Bologna 

La grinta di Varese ha la meglio sulla forza della kinder 

I Roosters tra le prime quattro 

La risposta dei Galletti 

Amara Pepsi per i Roosters 

Roosters avanti piano Roosters: dalla retina alla rete

La mosca atomica non si impiglia nella rete

Pozzecco for fans

FEDERAZIONI
Fip

Legabasket
IN RETE
Nba

 

@ | Bambini | Libri | Arte Cinema | Economia | Lavoro | Sanità | Motori | Scuola | Sport | Tempo libero| Turismo