Busto
Arsizio
- Sessantaquattro
sanmarchini hanno partecipato sulla distanza della mezza
maratona al tradizionale appuntamento della Stramilano
Atletica San
Marco trentanni di corsa
(6 aprile
2003) A Busto Arsizio è
ormai un' istituzione dello sport amatoriale, i suoi atleti li
riconosci in giro per la città mentre si allenano con il
simbolo del leone sulla maglietta: è l’Atletica San Marco,
un gruppo sportivo relativamente giovane che il prossimo 13
giugno compirà trent’anni di vita.
«I nostri atleti hanno partecipato a tutte le maratone del
mondo, io stesso – precisa il presidente Claudio
Ronchetti – sono stato ad Atene, Monaco, Parigi, Vienna.
Ogni anno poi almeno una decina si presentano alla partenza
sul ponte di Verrazzano a New York».
E pensare che tutto è nato nella primavera del 1973 quando un
gruppo di frequentatori di gare non competitive ha deciso di
organizzare una corsa, poco dopo hanno formato una squadra di
atletica leggera con l'obiettivo di reclutare nuove leve. Il
primo presidente è stato Roberto Paulon e già nel 1978 sono
arrivati i primi risultati lusinghieri con titoli italiani
allievi e juiniores.
«Abbiamo reclutato i ragazzi nelle scuole, abbiamo coinvolto
gli insegnanti, li abbiamo addestrati - ricorda il
vicepresidente Arturo Invernizzi – e portati a
gareggiare a livelli sempre maggiori. Per dieci anni, grazie
anche agli sponsor, il sistema ha funzionato fino a quando i
costi e la specializzazione hanno complicato la gestione ed il
fenomeno si è dovuto ridimensionare. Molte società gloriose
si sono sciolte come la Pro Patria Milano(dove si è formato
Alberto Cova ndr). Noi abbiamo mollato l’aspetto
professionistico e ci siamo dati una veste amatoriale con
risultati altrettanto di rilievo».A livello professionistico
oggi possono sopravvivere solo le società
dell’esercito(come in altri sport considerati
"minori" ndr).La San Marco ha puntato su altri
aspetti e si è ristrutturata diventando anche un case
history di marketing sportivo all’Università Bocconi
per la capacità che ha avuto nel 1999 di organizzare il
campionato italiano assoluto di Maratonina.
Come ci è riuscita lo spiega Invernizzi:«Abbiamo
precorso i tempi, ci siamo dotati di una struttura
organizzativa snella, pochi livelli gerarchici, molta passione
ma anche scelte dettate da logica e pochi voli pindarici,
questo è stato il nostro segreto. Il successo di pubblico ha
premiato le nostre scelte».La società annovera tra le
sue fila ben 203 iscritti, di cui 139 nella categoria Fidal
Amatori con un’attività che si muove su tre fronti, il non
competitivo, il competitivo Fiasp ivv affiliato alla Fidal e
l’attività propria.Numerose le gare in calendario
organizzate dal "Leone" tra cui spiccano
l’ultimo appuntamento del Giro del Varesotto, il 20
giugno, la Maratonina di Busto Arsizio,il 5 ottobre,
gemellata con la Milano - Pavia di fine
settembre.«L’attività amatoriale è ormai il nostro
target, la società sopravvive grazie alle quote degli
iscritti e a piccoli sponsor, il vero problema è la Fidal che
non è in grado di aiutarci ma ha addirittura imposto un costo
di 26 euro sui trasferimenti da una squadra all’altra degli
amatori» precisa polemicamente il presidente Ronchetti
che poi sposta l’argomento sul perché si sceglie di
correre.
«Chi inizia difficilmente smette se non per motivi fisici, lo
spirito di gruppo, la rivalità con gli altri e soprattutto
con se stessi sono la molla e il motore del runner.
C’è chi si alza alle cinque di mattina pur di prepararsi
alla gara e poi oggi con il sistema del microchip real time
è possibile certificare il risultato e stilare le classifiche
per categoria e distanza senza possibilità di errori».
Intanto un nutrito gruppo di atleti del leone ha sfidato il
cronometro sulle strade della Stramilano. La conferma di una
tradizione lunga quanto una maratona
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