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Varese - Due talenti uguali e contrari
Saverino-Gasbarroni, numeri 10 a confronto

Di solitudine soffre solo l’ala destra. Loro no. I numeri dieci sono nati per essere soli, anzi unici in campo. A loro si chiede quello che gli altri possono solo immaginare. Non importa che siano in serie A o serie C, o al campetto della parrocchia. Portare il numero 10 è una condizione speciale. Loro ubbidiscono ad un istinto calcistico primordiale, che fa la differenza tra il buon calciatore e il campione. Godono e fanno buon uso della libertà e imbrigliarli negli schemi equivale a soffocarli. Da qualche anno tentano di confonderci con i numeri, ma quel 10 stampigliato sulla maglietta non è mai dato a caso, piuttosto lo si ritira. Domenica al Franco Ossola, nella sfida tra Varese e Livorno, ne vedremo in campo due (ammesso che vengano schierati), giovani ed emergenti: Davide Saverino, per i toscani, e Andrea Gasbarroni, per i biancorossi. Un ritorno da ex per il primo, nato, cresciuto e maturato a Varese, per anni idolo della Nord. Una riconferma, dopo il bel girone di andata, per il secondo, pupillo di scuola Juventus, che ha già conquistato i varesini e non solo.
La sfida calcistica di domenica è stata anticipata a parole.
Livorno- Varese sarà una partita dai molti temi: per qualcuno un amarcord, per qualcun altro l’occasione di tornare a sognare i play-off, dopo il brusco risveglio di Lucca. Con che spirito l’affronterete?

saverino.jpg (7345 byte)Saverino: Sono contento di tornare a giocare nel mio stadio. Varese rappresenta un pezzo importante della mia vita ed è sempre nel mio cuore. Continuo a sentirmi con i miei ex compagni, in particolare Gallo, Foschini (passato recentemente all’Alzano ndr) e Carobbio. Domenica spero di essere in campo fin dall’inizio e, anche se so di dare un dispiacere ai tifosi biancorossi, di segnare come all’andata. Ammetto che il Franco Ossola rimane un campo difficile, chiunque è venuto qui non ha avuto vita facile e la classifica del Varese lo dimostra. Sarà una partita combattuta.

Gasbarroni: Livorno è una delle titolate di questo campionato e il valore tecnico non si discute, ma noi scendiamo in campo sempre per vincere, per cui sarà dura per entrambe. Il nostro morale dopo Lucca è rimasto buono, stiamo lavorando come al solito. Abbiamo giocato bene, la sfortuna ci ha penalizzati più del dovuto. Il mister tra squalifiche (Nincheri ha preso due giornate, Benhassen tre ndr) e infortuni (Gasparetto ha ripreso ad allenarsi a metà settimana ndr) avrà il suo bel da fare, ma la squadra c’è e come al solito è pronta a rispondere alla sua chiamata.

Siete approdati in due città molto differenti tra loro. Come avete vissuto il vostro trasferimento?
Saverino: Si sa, Livorno è una piazza importante. Subito dopo la famiglia viene il calcio. La gente ti segue è sanguigna, la domenica lo stadio è sempre gremito. Però è un clima che ti aiuta e ti integra facilmente senza difficoltà. La squadra direi che è notevole, figure come quella di Protti, Gelsi e Piovani sono importanti perché hanno molto da insegnare e non solo sul piano calcistico. In paricolare ho legato molto con Perna e Scichilone. Io non vivo in città, ho scelto Tirrenia, a metà strada tra Pisa e Livorno. D’altronde la nostra vita è divisa tra campo di allenamento e casa, perciò ho optato per una soluzione tranquilla. Sul piano tecnico mi sono adattato al modulo di Jaconi. Sono partito da subito titolare mentre ora, giustamente, sto facendo il turn-over con Piovani, che all’inizio di campionato ha fatto panchina.

gasparroni.jpg (17567 byte)Gasbarroni: Per me, che provenivo dalla primavera della Juventus al mio primo campionato professionistico, duro com’è la C1, da tutti paragonata ad una B2, la scelta di Varese è stata ideale. Qui si lavora bene, con tranquillità, e se il mio rendimento è così buono lo devo all’ambiente che non stressa. Il modulo di Beretta ha dato i frutti sperati. Spero di continuare così.

Cosa pensa Saverino di Gasbarroni e viceversa?
Saverino: Io l’ho visto giocare e mi sembra un ottimo giocatore. Le voci sul suo conto sono confermate quando lo vedi con la palla tra i piedi e domenica in campo sarà un sorvegliato speciale. Penso che sia già pronto per fare il salto di categoria, che non tarderà ad arrivare. Come al solito Capozzucca ha visto giusto.

Gasbarroni: So che il nostro è stato una sorta di passaggio del testimone. Ho conosciuto Saverino quando è venuto a trovarci questa estate, me lo presentò Foschini. È molto bravo, dotato tecnicamente, ma anche fisicamente. Un giocatore completo che all’andata ci ha dato un dispiacere

Come finirà questo campionato, le favorite saranno tali fino alla fine?
Saverino: Treviso e …(per scaramanzia non la pronuncia ndr) dovrebbero giocarsi il passaggio immediato. Per i play off direi Spezia,  Lucchese e, perché no, Varese, che avrebbe dovuto raccogliere molti più punti, visto quello che ha fatto vedere in campo fino ad oggi.

Gasbarroni: Livorno e Treviso su tutte. Noi dobbiamo raggiungere i 40 punti, il nostro obiettivo era e rimane la salvezza. Tutto quello che avanza ben venga.

Michele Mancino
michele@vareseews.itl


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