|
Se
a Roma hanno "pupone" Totti, a Varese
abbiamo "pupo" Luca Fiumicelli (classe
1985), come già lo hanno soprannominato i
tifosi.Tutto con le dovute proporzioni, è vero, ma il
talento biancorosso ha dimostrato di avere numeri e
classe da vendere. Ad appena diciassette anni è stato
chiamato da mister Giorgio Roselli in prima squadra,
in un campionato difficile come la C1, e lui lo ha
ripagato con due perle da cineteca. Ha negli occhi e
anche nel gesto atletico la spensieratezza dei suoi
anni e sembra non avvertire il peso della
responsabilità che spetta a tutti i salvatori della
patria. «Essere considerato il possibile risolutore
di una partita è una sensazione che mi piace molto.
Mi fa piacere perché è una dimostrazione di fiducia
importante».
Osservandolo in campo è evidente che tra lui e il
pallone non c'è pensiero, se non la mediazione dei
piedi. È istinto puro ciò che lo guida al gol. «Un
cecchino che fiuta la rete appena è a tiro utile»,
dice di lui il responsabile del settore giovanile.
Viene
dalla Berretti, ottimo vivaio e grande trampolino di
lancio, ma la prima squadra è un'altra cosa. «Il
gioco è talmente veloce che devi sapere già cosa
fare ancora prima di avere il pallone tra i piedi. Non
hai tempo per pensare».
Vive questo sport con l'entusiasmo che hanno solo i
ragazzi e tutti nell'ambiente sembrano volergli bene
proprio per la sua semplicità. «Mi stanno dando una
mano tutti quanti. Mi sostengono, amici compresi». Già
gli amici. A quell'età il richiamo della compagnia e
dei bagordi è la sirena più pericolosa per un
atleta, ma lui sembra determinato a non prestargli
orecchio. «Il calcio è una cosa che ho nel sangue,
vivo per questo sport e non potrei farne a meno.
Certo, da quando sono con la prima squadra non ho più
molto tempo. Gli amici e i compagni di scuola
(frequenta il quarto anno dell'Itis a Gazzada,
specializzazione informatica ndr) mi chiamano e io
magari sono agli allenamenti. Insomma li trascuro un
po'».
Sulle intemperanze dei tifosi ha le idee chiare. «Essere
sportivi e tifosi è una questione di intelligenza e
quindi dipende e cambia da persona a persona».
Il suo idolo, da sempre, è lo juventino Alessandro
Del Piero. E chissà mai che il "pupo"
Fiumicelli un giorno si trasformi nel "Pinturicchio"
del Franco Ossola.
|