Varese
- Una
storia che per il bomber partenopeo si ripete
Il sogno
perduto di Dino Fava
Parte
o non parte? Tutta la Varese calcistica sta aspettando
l'oracolo del calcio mercato. Dino Fava, bomber agognato da
alcune società di categorie superiori, è lì che aspetta.
È l'icona varesina di questo calcio che boccheggia,
alluvionato, nel senso che i bilanci fanno acqua da tutte le
parti. «Non ci sono soldi», è il refrain monotono e
continuo. «Non ci sta una lira, pardon un euro», dice lo
stesso calciatore, riferendosi naturalmente ai potenziali
acquirenti.
Nel "Varese day", sontuosa e ricca giornata di
presentazione iniziata al centro commerciale "Le
corti" e terminata, con cena e karaoke, a Villa
Recalcati, l'argomento tiene banco.
Eppure la parabola di Dino Fava ha una
morale, che nessuno vuole considerare, perché ha a che fare
con qualcosa che il sistema calcio ha smesso di tenere in
conto ormai da tempo. Con il suo accattivante e strascicato
accento similpartenopeo (è di Baia Domizia), il giocatore
spiega la sua posizione, che puo' essere riassunta nella
frase: per me non è una questione di soldi. Nessuna
contraddizione con quanto sopra detto, perché Dino Fava
incarna i desideri infantili e sacrosanti di qualsiasi
ragazzo che gioca al football. E allora tutto rientra in una
dimensione più umana, lontana dai contratti, dal mercato e
dai procuratori. I sogni di gloria, calcare l'erba di stadi
mitici, confrontarsi con i campioni del momento è quanto di
più normale un ragazzo di 25 anni, nel pieno della sua
maturità di atleta, possa desiderare. E allora perché
aspettare un treno che non potrebbe passare più? Lui ha
iniziato a sperare da molto lontano, quando era una
giovanissima promessa del Napoli e già allora ebbe uno stop
indesiderato per una questione di mercato. Lo stipendio e un
possibile contratto sontuoso per rimanere a Varese non
c'entrano nulla. Fava la sua dichiarazione d'amore verso la
società e i compagni l'ha fatta a più riprese. I compagni
a loro volta e in coro, sul ritmo di "We will rock-you"
dei Queen, gli hanno gridato: «Resta, resta, Fava».
La verità è che la vita è fatta della stessa sostanza dei
sogni e quella di Dino Fava non fa eccezione.
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