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Varese - Una storia che per il bomber partenopeo si ripete
Il sogno perduto di Dino Fava

fava2.jpg (13833 byte)Parte o non parte? Tutta la Varese calcistica sta aspettando l'oracolo del calcio mercato. Dino Fava, bomber agognato da alcune società di categorie superiori, è lì che aspetta. È l'icona varesina di questo calcio che boccheggia, alluvionato, nel senso che i bilanci fanno acqua da tutte le parti. «Non ci sono soldi», è il refrain monotono e continuo. «Non ci sta una lira, pardon un euro», dice lo stesso calciatore, riferendosi naturalmente ai potenziali acquirenti. 
Nel "Varese day", sontuosa e ricca giornata di presentazione iniziata al centro commerciale "Le corti" e terminata, con cena e karaoke, a Villa Recalcati, l'argomento tiene banco. 

Eppure la parabola di Dino Fava ha una morale, che nessuno vuole considerare, perché ha a che fare con qualcosa che il sistema calcio ha smesso di tenere in conto ormai da tempo. Con il suo accattivante e strascicato accento similpartenopeo (è di Baia Domizia), il giocatore spiega la sua posizione, che puo' essere riassunta nella frase: per me non è una questione di soldi. Nessuna contraddizione con quanto sopra detto, perché Dino Fava incarna i desideri infantili e sacrosanti di qualsiasi ragazzo che gioca al football. E allora tutto rientra in una dimensione più umana, lontana dai contratti, dal mercato e dai procuratori. I sogni di gloria, calcare l'erba di stadi mitici, confrontarsi con i campioni del momento è quanto di più normale un ragazzo di 25 anni, nel pieno della sua maturità di atleta, possa desiderare. E allora perché aspettare un treno che non potrebbe passare più? Lui ha iniziato a sperare da molto lontano, quando era una giovanissima promessa del Napoli e già allora ebbe uno stop indesiderato per una questione di mercato. Lo stipendio e un possibile contratto sontuoso per rimanere a Varese non c'entrano nulla. Fava la sua dichiarazione d'amore verso la società e i compagni l'ha fatta a più riprese. I compagni a loro volta e in coro, sul ritmo di "We will rock-you" dei Queen, gli hanno gridato: «Resta, resta, Fava». 
La verità è che la vita è fatta della stessa sostanza dei sogni e quella di Dino Fava non fa eccezione.

Michele Mancino
sport@varesenews.it


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