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Saronno - Softball e Gian Carlo Bianchi un binomio inscindibile
Tenacia e spirito di sacrificio. Ecco il Softball Club Saronno 
coppe.jpg (20803 byte)Dire softball  e dire Gian Carlo Bianchi (qui a Saronno è la stessa cosa. Un binomio inscindibile, che gli appassionati e i tifosi della città conoscono bene. Eppure La passione di Gian Carlo per questo sport è nata quasi per caso. «Era la fine degli anni settanta e mia cognata, una delle prime giocatrici di softball qui in città, mi chiese se ero disponibile ad accompagnarle in macchina e così...». E così è iniziata la sua avventura nello sport portato dal Nuovo Mondo.

Oggi è il presidente del  Softball  Club Saronno, nonché responsabile tecnico, con alle spalle un palmares che solo i grandi possono vantare. Ha fatto parte dello staff della nazionale maggiore, ha vinto due Campionati europei e partecipato a due Mondiali, ha seguito corsi e convention negli Stati Uniti.
Viene da ridere a pensare che qualcuno questi li chiama "sport minori". La passione  è l'ingrediente principale e quella che ci mette Bianchi, con tutto lo staff tecnico e le ragazze, può' essere definita in qualsiasi modo, ma non certo minore.

La squadra è approdata alla massima serie nel 1987 e da allora non è mai retrocessa. Il campo non le ha mai condannate, però ci ha pensato la federazione, quando decise di scindere la massima serie in A1 e A2. Poi le ragazze sono salite nel gota del softball con l'obiettivo  della permanenza in A1. Il Saronno Softball è considerata la rivelazione del campionato: seconda posizione, in coabitazione con il Forlì, dietro il gigante Macerata, che tra le sue fila schiera cinque nazionali e due straniere. «Poteva essere un secondo posto assoluto - aggiunge Fabio, allenatore della squadra Juniores-, ma proprio a Forlì siamo stati penalizzati ingiustamente». L'anno scorso per un punto in più subìto è sfumata la qualificazione in Coppa campioni.

Le ragazze - la rosa è composta da quattordici elementi, tra cui anche una nazionale juniores-  lavorano seriamente e con serenità. Alcune di loro sono mamme e portano i figli con sé al campo. «Queste ragazze fanno molti sacrifici - continua Gian Carlo- specialmente quando si va in trasferta e non vengono nemmeno pagate, se non con un piccolo rimborso spese, molto simbolico». Quello delle risorse è un altro grosso problema. Un campionato di softball nella massima serie costa circa 120milioni. Trasferte che arrivano fino a Ustica, con costi che si aggirano sui 20 milioni. E poi c'è anche lo stipendio di Missy Paterson, la straniera della squadra, mille dollari al mese a cambio fisso. La federazione ha pochi soldi ed allo stesso tempo è difficile trovare uno sponsor disposto ad accollarsi le spese. Allora a Saronno hanno avuto una bella pensata: se uno da solo non puo' sborsare tanti soldi, è meglio trovarne tanti che possono sborsarne un poco ciascuno. E così la squadra ha un pool formato da sei sponsor che consentono di affrontare con un po' di serenità il campionato e di provvedere anche alle necessità delle giovanili. 

chicco.jpg (12430 byte)Il campo di via Fiume è pieno di ricordi. Dalle numerosissime coppe  e trofei sugli scaffali dell'ufficio, alle scritte sui muri. Ricordi importanti e commoventi come quello di Chicco Luraschi, allenatore scomparso pochi anni fa a causa di un male incurabile. Gian Carlo ci tiene a raccontarlo e va sotto la scritta che lo ricorda. «Ero negli States- dice con una punta di commozione - ci siamo sentiti poco prima che morisse. Ogni anno a marzo la società organizza un torneo in suo onore, arrivato ormai alla sesta edizione, con tutte le squadre della zona e da quest'anno ci saranno anche una squadra tedesca e una olandese».
Nella prossima stagione il Saronno giocherà nel nuovo campo di via Ungaretti, dotato d'illuminazione. La settimana scorsa tutti i consiglieri della società, presidente in testa, hanno lavorato per terminarlo. «Lo sport è anche e soprattutto cooperazione - conclude Bianchi- e quando c'è da fare qui tutti si mettono in moto». 

Michele Mancino
sport@varesenews.it


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