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TIRO A SEGNO


UN PO' DI STORIA


1861: a seguito del Regio Decreto del 1 aprile, su sollecitazione di Garibaldi, vengono costituite in Italia le prime società di tiro a segno a scopi militari, per le quali lo Stato stanzia un contributo  a loro favore.
1863: si svolge a Torino la prima gara nazionale, con una dotazione di premi di 100.000 lire.
1882: si istituisce il Tiro a Segno Nazionale (TSN) con la finalità di "curare l'istruzione nell'impiego delle armi e di coltivare l'esercizio del tiro".
1894: su iniziativa di Arturo Magagnini e per curare gli aspetti sportivi del tiro, viene costituita a Roma una Commissione Centrale del Tiro a Segno Nazionale (Presidente Carlo Fisogni).
1894: nasce l'Unione dei Tiratori Italiani (UTI) alla cui presidenza viene eletto il Seno Luigi Roux.
1910: l'organismo assume il nome di Unione Italiana di Tiro a Segno (UITS).
1942
: l'UITS entra a far parte del CONI. IX;
1942: in base alla legge istitutiva de! CONI, l'Unione si trasforma in Federazione Italiana di Tiro a Segno (FITS).

 ALCUNE REGOLE

REQUISITI:  Fino ai 16 anni la legge proibisce l'uso di armi da fuoco, quindi il tirocinio per i giovani che intendano avvicinarsi a questo sport è compiuto con armi ad aria compressa.
Varcata la soglia dei 16 anni, si passa alle pistole (a 20 e 25 m) e alle carabine (50 m).
La vittoria avviene quando un tiratore riesce ad accumulare un punteggio maggiore. Il punteggio viene dato da quanto ci si avvicina al centro del bersaglio.

MITI DA SFATARE: Il problema storico del tiro a segno è rappresentato dai tradizionali pregiudizi che accompagnano l'uso delle armi e riducono la percentuale di praticanti giovani, anche se il numero di iscritti in provincia è in crescita. Nei poligoni si cura con maniacale attenzione la sicurezza (ogni piazzo- la è sorvegliata da un direttore di tiro, munito di licenza rilasciata dal prefetto, che presuppone responsabilità penale e civile per quanto possa accadere nell'area di tiro) e non c'è spazio per pistoleri occasionali.
Sintomatico è il fatto che buona parte dei praticanti non siano dei fanatici delle armi, ma trovino nel tiro a segno uno sport rilassante, in grado di aumentare la capacità di concentrazione (ricordate la sfida tutta giocata sui nervi tra il nostro Roberto Di Donna e il cinese Wang alle Olimpiadi di Atlanta?).
I tempi di apprendimento sono abbastanza ristretti e dopo due o lezioni, applicandosi adeguatamente, si è già in grado di divertirsi.
I tiratori devono avere una grossa capacità di concentrazione, saper controllare ogni movimento del corpo, imparare l'arte della respirazione e del rilassamento.
Premono il grilletto fra un battito cardiaco e l'altro, questo perché anche la pulsazione del cuore può influire sulla precisione del tiro
.

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