|
Varese
– L'ex portiere della Juventus e della Nazionale a Palazzo
Estense per le presentazioni alla stampa. Con lui il nuovo
allenatore Paolo Beruatto e Fabrizio Cabrini, già direttore
generale due anni fa
Stefano
Tacconi "sposa"
il Varese, in dote porterà immagine
e soldi freschi
(18 marzo
2004) Alla fine matrimonio fu. La prima uscita ufficiale di
Stefano Tacconi da neopresidente del Varese F.C. non poteva
che svolgersi nella Sala matrimoni di Palazzo Estense. Una
metafora consumata da tutti i presenti: sindaco in testa,
dirigenti del Varese e dallo stesso Tacconi. L'ex portiere
juventino sarà un presidente senza portafoglio, nel senso
che la proprietà rimane ben salda nelle mani della famiglia
Turri, o meglio della finanziaria di famiglia, ma avrà
pieni poteri decisionali. Un'operazione d'immagine, a metà
tra l'investimento strategico di marketing e la speranza che
un nome così famoso, non solo nell'isola dominicana di Rai
due, possa portare energie economiche fresche nelle casse
della società, ovvero nuovi soci.
(da
sinistra: Claudio Turri, Stefano Tacconi, Marco Caccianiga e
Fabrizio Cabrini)
Testimoni
di questo matrimonio sono stati il nuovo allenatore Paolo
Beruatto, ex giocatore del Torino e compagno di derby del
presidente, e una vecchia conoscenza della società
biancorossa: il direttore generale Fabrizio Cabrini.
Quest'ultimo era approdato al Varese F.C. due anni fa con
l'allenatore Massimo Morales e se ne era andato pochi mesi
dopo sbattendo la porta, con strascichi polemici
pesantissimi e una causa di fronte al giudice civile.
Infatti proprio nel giorno della presentazione del nuovo
Varese ci doveva essere l'udienza, ma le parti avrebbero
conciliato in nome del nuovo corso. Insomma un ritorno di
fiamma inaspettato. «Tutto dimenticato, acqua passata», ha
commentato Cabrini. «È normale nel calcio - ha dichiarato
patron Mario Turri - senza calcio non si vive e Fabrizio
Cabrini deve aver sentito questo richiamo. Noi come
proprietari abbiamo fatto e stiamo facendo tutto il
possibile. Abbiamo comprato tutti i giocatori che allenatore
e direttore sportivo ci hanno richiesto e soprattutto, alla
faccia di chi dice il contrario, siamo stati sempre vicini
alla squadra, senza intrometterci nelle scelte tecniche del
mister. Ci abbiamo messo tutte le energie possibili e
immaginabili in questa società e questa ennesima
operazione, che è anche d'immagine, è fatta nel bene della
squadra. Noi teniamo duro. Io non mollo perché sono
un capricorno, tra l'altro del periodo peggiore».
Stefano Tacconi ha subito fatto chiarezza sul suo ruolo.
«Io ho pieni poteri e so di essere qui per portare aria
nuova e soldi freschi in cassa. L'allenatore farà le sue
scelte tecniche è uno che ha voglia, e che da un anno non
gli squillava il telefonino come in questi giorni. Io
cercherò di applicare quanto di meglio ho imparato dai
presidenti che ho avuto durante la mia carriera, da Sibilia
a Boniperti. Tutti mi hanno insegnato qualcosa. Innanzitutto
c'è una questione di stile e di rapporti, sia nel vestire
che nella partecipazione alla vita della squadra. Ad
Avellino ogni giovedì ci portavano fuori a cena con le
famiglie e i bambini, e Vinicio pagava di tasca sua. Non
lascerò nulla al caso, seguirò i giocatori passo passo,
dentro e fuori dal campo. Sono professionisti e per questo
userò molto bastone e poca carota».
Paolo
Beruatto non ha fatto proclami e con prudenza ha illustrato
i suoi programmi per l'immediato futuro. «Non aspettatevi
uno stravolgimento risolutore - ha detto il nuovo allenatore
- nessuno inventa niente nel calcio. Alcuni giocatori li
conosco perché li ho avuti in altre squadre, come Mussi e
Facciotto. Del Varese conosco i numeri, tanti gol subiti e
poche realizzazioni. Però ha pareggiato contro lo
schiacciasassi Arezzo e a Spezia mi ha impressionato molto.
Una buona squadra che ha valore e soprattutto un blasone da
difendere. Dobbiamo essere concreti, oggi è già giovedì e
dobbiamo essere bravi nello stimolare e innescare nei
ragazzi la giusta determinazione».
Il nuovo corso inizierà già da domenica nella partita
contro la Spal: ingresso gratuito per tutti ,o meglio ad
offerta. L'intero ricavato sarà devoluto in beneficenza.
|