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Calcio–
Un allenatore che guarda negli occhi e sa dire sempre e solo
ciò che pensa
Il cuore spezzato di
Sannino
(17 marzo
2004) Ci
accusino pure di non capire nulla di calcio, di essere
ignoranti, bacchettoni e qualunquisti. Non ci importa, perché
quello che ci preme davvero è di non fare gli struzzi e
nascondere la faccia per terra ma, a testa alta, di stare
accanto ad un nostro mito. L’ingiusto esonero di Giuseppe
Sannino non ci va proprio giù. Il tecnico del Varese, che
ha perso la panchina dopo la pesante sconfitta (2-0) della
sua squadra a Cittadella, ci piace perché è un duro e
puro. Lui guarda negli occhi e sa dire sempre e solo ciò
che pensa e, questo, per la verità, rappresenta un grosso
limite in un mondo, quello del calcio, infestato spesso
dalle piccolezze più enormi, zeppo d’ipocriti e
ipocrisie. Lui - altro limite! - è ancora convinto che
prima di tutto si debba rispondere del proprio operato al
pubblico, che va sempre rispettato. Lui è convinto - e per
questo rimpiange rugby e hockey - che tocchi
all’allenatore guidare, con forza e decisione, senza il
timore di essere ruvido, i giocatori, a cui vanno inculcati,
prima di tutto, i valori umani, di correttezza e lealtà. E
capite che, laddove campioncini, viziati e boriosi, vengono
meno, platealmente e con estrema disinvoltura, alle
indicazioni del proprio mister e si permettono anche,
all’occorrenza, di mandarlo a quel paese, questo
rappresenta un limite davvero inaccettabile. Potremmo
continuare ad elencare i limiti (limiti?) di Giuseppe
Sannino, parlando della sua onestà e della sua rettitudine,
ma ora ci interessa raddrizzare qualche torto che gli è
stato fatto. Qualcuno ha ingiustamente detto che gran parte
dello spogliatoio era contro di lui. Niente di più falso.
Potremmo chiederlo a tanti giocatori del Varese pronti a
testimoniare e giurarci il contrario! Nessuno ha invece
parlato delle grandi difficoltà in cui si è trovato a
lavorare il tecnico (che, per il bene del gruppo, si è
spesso sobbarcato compiti non suoi), alla sua prima
apparizione in serie C1. Arrivato a sostituire Giorgio
Roselli, cacciato tre giorni dopo il raduno
estivo, Sannino ha dato carattere e forza ad una rosa che, a
luglio, era ancor ben lontana dall’avere una fisionomia
definitiva. Ha portato con sé un lottatore come Andrea
Preite (anche lui all’esordio in C1), divenuto ben presto
perno della retroguardia varesina e, oggi, apprezzato da
tutti gli addetti ai lavori. Ha scoperto e lanciato il
ventiduenne Davide Moro, instancabile e veloce maratoneta
che è sicurezza di qualità e quantità. E si potrebbe
proseguire dicendo molto altro... Ma vogliamo concludere
misurando la vera statura umana di Sannino, che ha il cuore
spezzato. Sì, Sannino ha il cuore spezzato, ma non per il
licenziamento, non per se stesso... Sannino ha il cuore
spezzato perché i tifosi del Varese presenti a Cittadella
hanno abbandonato lo stadio a metà ripresa, delusi per la
prestazione della loro squadra del cuore...
Solo un uomo vero, in un momento difficile, riesce ad
anteporre gli altri a sé...
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