Calcio-
Intervista al centrocampista Andrea Vecchio, prodotto del
vivaio biancoblu, che contro lo Spezia ha segnato il suo
primo gol da professionista
«Sogno
la serie B con la Pro Patria»
(16 ottobre 2003) Domenica con lo Spezia ha incorniciato la sua prima
esperienza dal primo minuto con uno splendido gol di testa,
che aveva dato alla Pro il momentaneo vantaggio. A fine gara
tanti elogi e complimenti per il “giovane” Vecchio,
classe 1983, che
fuori dal campo mostra altre doti: umiltà e semplicità
Vecchio torniamo alla gara di domenica, una giornata da
incorniciare, titolare per la prima volta e primo gol tra i
professionisti, miglior esordio non poteva esserci?
«Un sogno che si è realizzato, ma soprattutto
molta tensione all’inizio
del match. Ci ho messo un po’ a carburare, poi il gol mi
ha sbloccato. E’ stata un’emozione indescrivibile.
D’istinto, per la gioia, mi sono tolto la maglia e ho
fatto il giro del campo».
A chi ha pensato in quel momento, dopo la rete?
«Alla mia famiglia, i miei genitori erano in
tribuna, alla mia ragazza Alessandra. Anche se il gol lo
dedico alla squadra e ai miei compagni (come Salvalaggio,
Boscolo e Piovanelli ndr) che in questo momento sono fuori per infortunio».
Parliamo dei suoi inizi, qual è stata la sua prima squadra
e da quanto tempo è alla Pro Patria?
«I primi calci li ho dati a Saronno, la mia città.
Ho iniziato con il Rovellasca e poi sono passato alla Pro sei anni fa. Ho fatto la trafila
nelle giovanili,
l’anno scorso con la Beretti siamo arrivati alle finali
nazionali e poi ho fatto le prime apparizioni in prima
squadra con due presenze, tra cui la finale di ritorno di
Coppa Italia a Brindisi».
Quali sono i
suoi idoli, o a
quale campione pensa di assomigliare ?
«Sinceramente non ho preferenze per nessun
calciatore in particolare. Ho iniziato da centrocampista
esterno, ma ora credo
che il mio ruolo naturale sia quello di centrale.
Come punti di riferimento ho i miei attuali compagni di squadra. Allenandomi
con loro ogni giorno imparo. Boscolo, Carbone, con la sua
esperienza internazionale o lo stesso Piovanelli. A loro devo la mia
crescita».
Com'è il suo rapporto con Mister Muraro?
«E’ una persona seria, non parla spesso,
però quando è il momento giusto dice cose importanti.
Insomma quando parla le sue parole pesano. Con me è sempre
molto disponibile. Anche domenica mi ha
incoraggiato prima della partita, mi ha trasmesso gli
stimoli giusti. Alla fine ho anche segnato. Penso di aver
fatto il mio dovere».
Fuori dal calcio quali sono invece i suoi interessi?
«Famiglia, ragazza e amici in ordine sparso. Sono una
persona tranquilla. Mi piace stare in compagnia senza fare
niente di eccezionale. Insomma tutto casa e calcio (sorride
ndr)».
Quali sono i suoi obiettivi per questa stagione?
«Sono principalmente tre:migliorare il mio gioco nella
fase difensiva e provare a tirare più spesso da fuori area;
giocare tutte le volte che mi è possibile e aiutare la squadra a centrare una salvezza anticipata e
tranquilla».
Obiettivi futuri, in quale categoria vorrebbe giocare e in quale società?
«Prima di tutto vorrei arrivare in
serie B con la Pro Patria. Sarebbe il coronamento di un sogno
iniziato da ragazzino. Poi più avanti, se lo meriterò mi
piacerebbe ovviamente provare i campi della serie A. E se proprio devo scegliere un team mi andrebbe bene il
Milan».
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