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Calcio - Nel derby con la Pro Patria  l'attaccante del Varese sigla un gol da cineteca
Mussi come Bettega


(9 novembre 2003) Cross dalla destra e colpo di tacco al volo con la palla che si infila quatta quatta nell'angolino basso della porta. Un gol che lascia di stucco portiere, difensori e il pubblico. Un intero stadio, lo Speroni di Busto Arsizio, ammutolito. L'autore di questo gol, bello e impossibile, è l'attaccante Andrea Mussi e la partita è il derby Pro Patria-Varese. Proprio come Bettega contro il Milan (1971), un po' di lustri fa. «Sì lo ricordo - dice Mussi- io sono juventino. La differenza è che Bettega lo fece di controbalzo. Non so se questo è il gol più bello della mia carriera. Sono tutti belli. Però posso dire senz'altro che è il gol più importante. Rinino mi ha visto, era la terza volta che tentava di mettermi una palla lì davanti, l'ho colpita e sembrava che non entrasse mai. La Pro Patria nel secondo tempo ci ha messo sotto, queste vittorie bisogna metterle nel computo finale e farà molto bene al morale».
Mister Sannino è intelligente e sa che non si puo' bluffare di fronte all'evidenza di una gara baciata dalla fortuna, anche se la dea bendata sceglie sempre gli audaci e lui con quattro punte schierate nel secondo tempo forse quella fortuna l'ha un po' invocata. «Se il primo tempo è stato equilibrato, il secondo ha visto il predominio della Pro Patria. Io ho sempre sostenuto che questa classifica è bugiarda e la squadra di Muraro meriterebbe una migliore posizione, perché ha giocatori importanti e perché gioca bene. Oggi ha perso immeritatamente. Mi spiace ma il calcio è anche questo». 
Per Vanni Chiarotto era un ritorno contro la sua vecchia squadra. Sostituito nel secondo tempo, non ha troppo gradito. «Nessun problema, ci tenevo molto a essere in campo tutto qui. Ho rivisto molti miei compagni con i quali ho condiviso molto. Sono andato due volte alla conclusione, ma Dato che mi conosce bene è stato bravo  farmi sbagliare». Chiarotto è stato il protagonista in un'azione della Pro Patria conclusasi con una traversa e con una protesta dei biancoblu per fallo di mano. «Ho colpito la palla, ma non con il braccio, anticipando l'avversario». Avallone, il capitano, oggi era schierato come centrale difensivo. «Ho fatto il giovane gregario di Preite. È inutile dire che oggi la Pro Patria meritava qualcosa in più, loro ci hanno messo alla corda e noi abbiamo avuto più fortuna. Forse va dato atto al Varese di averci creduto fino in fondo, in quell'ultima azione, al 95' potevamo tener palla, invece...».

 
sport@varesenews
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