Calcio-Intervista
al centrocampista biancoblu Marco Piovannelli
«La
Pro Patria non merita l’ultimo posto in classifica»
(18
novembre 2003) Marco Piovanelli, centrocampista ventinovenne, arrivato
quest’anno alla Pro Patria, dopo anni passati a girovagare
per i campi di calcio, anche di serie A come Lazio, Brescia
e Verona, ci racconta il suo momento difficile dopo
l’infortunio al legamento crociato e quello negativo della
squadra bustocca.
Piovanelli, partiamo dalla scelta di indossare la maglia
biancoblu. Con quali obiettivi è venuto a Busto Arsizio?
«Dopo la retrocessione con la Carrarese (ai play out si è
salvato il Varese ndr) cercavo una piazza dove rilanciarmi e
la città, la società mi sono sembrati l’ambiente ideale».
Fino all’infortunio come giudica il suo campionato e
quello della Pro Patria?
«Gli inizi sono stati positivi. La squadra era partita
bene, io avevo la massima fiducia del mister e tutto sommato
la situazione era soddisfacente anche in classifica».
Poi
dopo la gara splendida con la Sampdoria in Coppa Italia,
l’infortunio in allenamento, e una stagione praticamente
finita. Come vive questo momento?
«E’ difficile stare fuori, e non mi faccio tante
illusioni per questa stagione, perché al massimo posso
rientrare nelle ultime due giornate di campionato.
L’importante è guarire bene. Martedì 18 novembre (oggi
ndr) sarò operato a Varese dal dott. Merlo. Poi inizia la
fase delicata della rieducazione».
E da fuori qual'è il suo giudizio sulla Pro Patria?
«Ci mancano solo i risultati, con Arezzo, Prato e
Varese meritavamo il successo. Solo a Pavia e Pisa abbiamo
meritato di perdere, però se adesso avessimo sei punti in
più non ci sarebbe nulla da dire. L’ultimo posto in
classifica non rispecchia il reale valore di questa squadra.
Ma credo nei mie compagni. Serve solo una vittoria
scaccia-crisi per recuperare morale e fiducia. La salvezza
è alla nostra portata».
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