Boxe
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Dopo il trionfo nei campionati italiani per il
pupillo di Augusto Lauri si aprono importanti
prospettive anche a livello internazionale
Ambrosoli: il re dei
mediomassimi junior punta all'azzurro
(Varese
8 maggio 2003) Domenica 4 maggio, nella palestra
"Franco Volenterio", tempio del pugilato
varesino, si è laureato campione italiano juniores nella
categoria mediomassimi. Ora per Cristian Ambrosoli, classe
1986, studente all'ITPA di Varese, si presentano
interessanti prospettive e una maglia azzurra: a livello internazionale è ancora
un cadetto e quindi sicuramente il tecnico della nazionale
Valerio Nati, presentre a bordo ring durante la rassegna
varesina, lo convocherà per i Mondiali di giugno, ma
probabilmente anche per gli Europei di agosto. E pensare che
il talento del Panthers club, pratica la boxe da appena tre
stagioni. Prima del trionfo di domenica scorsa era già
stato campione d'Italia tra i cadetti due anni fa al
Palalbani. La sua dote è la potenza: già durante gli
interregionali di Codropio aveva dominato vincendo tutti i
match alla prima ripresa, poi nella palestra di Bizzozero,
davanti ai suoi tifosi, si è sbarazzato in semifinale del
calabrese Francesco Verdaci costringendolo ad abbandonare al
secondo round, e in finale con un ko alla prima ripresa del
siciliano Giuseppe Caccamo. Inoltre Ambrosoli è stato
giudicato come il pugile più combattivo e premiato come
pugile più giovane. Un presente ricco di
soddisfazioni per il pupillo di Augusto Lauri, che ora
vanta un curriculum di 8 vittorie e 4 sconfitte. Un ragazzo
si cui scommettere. Ma c'è anche un altro giovane talento
su cui fare affidamento: è Fabio Lucchina che domenica ha
centrato solo una medaglia di bronzo, perdendo di misura la
semifinale contro il laziale Adriano Cardarello , poi
laureatosi campione dei superwelters. Per il secondo
portacolori varesino una condotta troppo superficiale nel
primo round ha segnato il match, ma con un pò di esperienza
i risultati nel futuro sono alla sua portata. Per il
sodalizio varesino del Panthers club guidato dal clan Lauri
quello di domenica non è un successo solo sportivo, ma
anche organizzativo, per una manifestazione messa in piedi
nel tempo record di tre giorni. Un lavoro premiato dal pieno
consenso di pubblico.
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