Varese
– La carovana tocca la provincia. Il percorso si è
snodato tra Sesto Calende, Gazzada e Tradate. L'arrivo
a Cantù dove vince Lombardi
Bagno
di folla per l'arrivo del Giro nel Varesotto
Bagno
di folla, lungo le strade della provincia. Passa il giro.
Non ha più niente da dire, dal punto di vista della
classifica; ma vaglielo a dire a chi è spinto da quel
profumo di evento, di commozione, di ricordi antichi, che la
bicicletta ancora suscita. Ed eccoli, sotto un sole cocente
e trenta gradi, bambini a torso nudo, giovani belle donne
ben truccate, anziani in tenuta da picnic con tavolino e
ombrellone ad aspettare quei dieci secondi di adrenalina in
cui dopo il profluvio di auto e moto di servizio, passano
loro: molto più ragazzini di quanto appaiano in
televisione, meno "rambo" ma più giovanetti in
vista, davanti al gruppo, in cerca di qualche gloria. Un
attimo, difficile fermarsi a scattare una foto: nonostante
il punto di osservazione sia in leggera salita, appena
lasciata la provinciale, su in una curva tagliata verso
Morazzone, il ritmo è alto; poca cosa lo strappetto per
gente abituata alle Alpi. Passano veloci, in fila indiana
per il gran ritmo.
In pochi si riconoscono: il solo Simoni, per la rosa sulle
spalle circondato dai compagni di squadra; la gente cerca il
Pantani, nonostante tutto. Il pirata è nascosto, ha il
cappellino. Arduo metterlo a fuoco,così come Garzelli, eroe
di casa, un'altra pelata confusa nel gruppo.
Il
grido che si diffonde è «forza, bravi ragazzi», sembra un
grido di madre, un incitamento affettuoso e commosso, senza
l'isteria di altri tifi. Ci si aspettava la fuga solitaria,
per poter contemplare anche noi, da più vicino le gesta un
po' rallentate di un battistrada verso la fortuna di tappa.
Ma, come si dice in gergo, andatura troppo forte,
impossibile scappare.
Si defluisce allora, contenti, sentendoci tutti come quello
lì, sul paracarro, aspettando nasi tristi di italiani
allegri.
Per quanto riguarda invece l'evento
sportivo in senso stretto Giovanni Lombardi, compagno di
squadra di Mario Cipollini, ha vinto la 20ª tappa battendo
in volata i compagni di fuga Eddy Mazzoleni, Giuliano
Figueras e Marco Velo. Marco Pantani, che aveva cercato di
andare in fuga a 30 chilometri dal traguardo, è
arrivato con un gruppetto distaccato di quattro secondi.
Gilberto Simoni ha accusato un ritardo di un minuto e
quarantacinque secondi e ha conservato la maglia rosa con
otto minuti e quattro secondi su Garzelli.
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