Hockey
Ghiaccio –
Dopo la proposta della federazione che limita il
tesseramento degli stranieri per contenere i costi, per
Varese si apre la possibilità di iscriversi alla massima
serie. Intanto Milano si rifiuta di adeguarsi alle nuove
regole
Mastini: A1 o A2
? Entro il 5 giugno il verdetto
(14
maggio 2003) Il prossimo 5 giugno è
il termine ultimo per le iscrizioni al campionato di serie
A, ma la nuova formula proposta dalla federazione non ha
ricevuto una risposta unanime e favorevole dalle società,
Milano in testa. Il gotha del ghiaccio ha infatti proposto
una massima serie divisa in due gironi, composti da 10
squadre, con la limitazione di 3 stranieri per la A1 e di
due per la A2. Inoltre gli oriundi e i comunitari saranno
considerati come stranieri, anche se in possesso del doppio
passaporto. Lo scopo della riforma sarebbe quello di ridurre
i costi e dare impulso ai vivai. I Campioni d'Italia dei
Vipers però non condividono affatto la proposta, e, dopo
aver tentato, senza riuscirvi, di iscriversi al campionato
elvetico, minacciano di andare avanti come se nulla fosse,
anche perché grazie alla "sentenza Bosman", la
legge è dalla loro parte. In considerazione della
situazione che si sta delineando abbiamo chiesto a Teo
Malfatti (a sinistra nella foto,
con il presidente Norberto Castelli),
direttore sportivo dei Mastini Varese, un'opinione al
riguardo.
Cosa
ne pensa della formula proposta dalla federazione?
«Il tentativo della federazione è condivisibile,
perchè molte società negli ultimi anni hanno sforato il
budget parecchie volte. È un tentativo logico, ma che si
scontra con le esigenze dello spettacolo e del pubblico».
Ma limitare il numero degli stranieri costringerebbe
molte squadre ad affidarsi ai vivai, i giovani troverebbero
più spazio. Non crede?
«Sicuramente, ma il livello di gioco e di spettacolo si
abbasserebbe improvvisamente, e ad essere sinceri in questo
momento sono pochi i giocatori italiani di livello a
disposizione. Io credo che ci vorrebbe un passaggio più
graduale, perché questo sport ha bisogno dei grandi
personaggi».
Condivide la presa di posizione di Milano ?
«Non è questo il punto. Milano è la squadra campione
d'Italia, ha spettatori, ha sponsor, e soprattutto ha già
messo sotto contratto 5 giocatori stranieri. Andranno avanti
per la loro strada e penso che alla fine tutte le migliori
piazze si adegueranno».
Significa che Fassa, Torino, Bolzano, Asiago, Merano
accetteranno di giocare con tre stranieri mentre Milano ne
avrà cinque o sei ?
«Probabilmente si
inizierà così, poi a metà stagione ci
sarà qualche revisione di organico e di budget, perché mi
creda nessuno ci sta a partire battuto».
E Varese invece cosa farà?
«Noi abbiamo due opzioni: seguire il nostro programma e
quindi iscriverci alla serie A2 oppure sfruttare
l'opportunità, offerta dalla riforma, di giocare subito
nella serie maggiore. Certo i tempi per decidere sono
stretti, ma già venerdì ci sarà un consiglio in società
per cominciare a porre le basi della nuova stagione. Tutto
sommato potremmo decidere di fare il grande salto in
considerazione della ricaduta positiva in termini di
visibilità, di sponsor che la A1 e i grandi nomi ci possono
dare. Abbiamo ancora 15 giorni per pensarci».
La campagna acquisti risentirà di questa decisione ?
«In parte, per la A2 occorrono pochi ritocchi, per la
A1 bisognerà fare una valutazione tecnica diversa, perchè
non si può pensare di affrontare le grandi squadre senza
avere i mezzi e le chance per tentare di competere almeno ad
armi pari. Comunque ancora un pò di pazienza e poi
sveleremo i nostri piani».
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