(13 luglio 2003) «Non sei solo sul
grande diamante, il pubblico corre con te». Sulle parole della canzone scritta, musicata e cantata
dall’organizzatore Giorgio Turconi per il tredicesimo
campionato europeo di softball, la cui finale si è svolta sul campo di Caronno Pertusella, l’Italia ha
sconfitto la Russia per 7 a 0, portando così a casa il
settimo titolo europeo della storia, il sesto consecutivo. E per
descrivere la serata, come tutta questa edizione del
campionato, non ci poteva essere testo più adatto: oltre
quattro mila persone hanno assistito alla gara conclusiva
della manifestazione, il cui ingresso, a differenza degli
altri giorni, era pure a pagamento.
Bandiere tricolore da tutte le parti,
reti televisive nazionali, trombe, ola del pubblico a
ripetizione, inno nazionale cantato a squarciagola, le
azzurre con la mano sul cuore. La serata finale di questa
edizione è stata la summa di una settimana in cui, oltre
alla nazionale italiana (tra le favorite alla conquista del
titolo fin dall’inizio della competizione) il vero
protagonista è stato proprio il pubblico. Nessuno si
aspettava un riscontro del genere.
«Non ci aspettavamo una tale affluenza
di pubblico - spiega Natalia Cimin, una delle protagoniste
della partita finale - Tutto ciò ha contato molto: in campo
non c'eravamo solo noi ragazze, ma tutte queste persone, era
come se giocassero con noi». «È incredibile - prosegue
Francesca Francolin, altra protagonista della serata -
giocare con questo calore dà un marcia in più. Ad Atene
sarà dura soprattutto perché non avremo questo fantastico
tifo. Ma ce la metteremo tutta lo stesso».
«C'era più gente che alle quali
ficazioni olimpiche di
Parma - prosegue il capitano della squadra azzurra Marta
Gambella - È la prima volta che vedo un tifo del genere per
una partita di softball, sembrava di essere allo stadio per
una partita di calcio in serie A». Tutte le ragazze
rispondono all'unanimità alla domanda su quale sia il
prossimo obiettivo: «Naturalmente, le olimpiadi di Atene
del 2004».
Al termine della premiazione, con le
italiane che alzavano la coppa al cielo entusiaste, vi è
stata un'altra
volta l'esecuzione dell'inno nazionale con tutto lo stadio
che cantava a squarciagola. «È fantastico vedere tanta
partecipazione per questo sport ancora poco conosciuto -
prosegue Turconi, alla guida del comitato organizzatore
insieme al collega Giancarlo Bianchi - Ci aspettavamo
tanta gente, ma non un successo del genere: la macchina
organizzativa ha retto, tutto il pubblico si è
comportato molto bene e sportivamente. È un sogno che si
realizza».