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Hochey ghiaccio - Nuove maglie per i Mastini. La squadra di Frank Odino chiude in vantaggio la prima fase del campionato
Tutto ok, tranne l'incognita palaghiaccio

(24 dicembre 2002) Gialloneri come un tempo. La nuova divisa dei Mastini è un ritorno alle origini, in tutti i sensi. La prima squadra gira a mille, grazie ad un gruppo solido, organizzato e ben amalgamato. E la vetta del campionato di B è il riflesso di tanta salute. Hanno perso contro la Lariana l'ultima partita prima del riposo, ma non fa nulla. Anzi una sconfitta ci sta, riporta tutti con i piedi per terra anche se i ragazzi di coach Odino non ne hanno bisogno. I programmi sulla carta, fino ad ora, sono stati rispettati tutti. La Mastini Hockey sta facendo del suo meglio per fare il salto di qualità e passare da un'organizzazione amatoriale ad una manageriale. (sopra: Claudio Pucci, con la nuova maglia)  A ciascuno il suo, ognuno al suo posto e la formula sembra essere applicata nel concreto. L'obiettivo è quello di arrivare con una società e quindi con una squadra ai massimi livelli per le Olimpiadi di Torino nel 2006. Tutto troppo bello e perfetto se non fosse che come una spada di Damocle incombe sulla "nuova creatura" la questione palaghiaccio. La struttura di via Albani sembra continuamente ad un bivio, stretta come è tra la necessita di uno svecchiamento degli impianti (compresi quelli della piscina) e l'incertezza sul da farsi, manifestata a più riprese dall'amministrazione comunale, che a volte sembra volerla rilanciare e a volte minaccia di chiuderla (anche se i rilievi fatti questa estate sembrerebbero garantiresembrerebbero garantire la tenuta statica della volta). L'assessore Marco Caccianiga ha annunciato un incontro a gennaio per fare il punto dellasituazione. Comunque fino adesso i dirigenti della Mastini hanno sentito solo parole, nemmeno sottoforma di promessa. 


La spesa è grossa, ma il patrimonio e l'indotto sportivo avrebbero una ricaduta positiva su tutto l'ambiente e su tutta la città. La questione è vitale per la società perché la programmazione dipende dalla disponibilità e dalla agibilità della struttura. In futuro per pianificare i rapporti, sia con gli sponsor che con la federazione, occorre avere la sicurezza già in primavera che l'impianto sia disponibile e agibile. Ipotesi più che remota sembra essere quella di andare a giocare fuori Varese.
Per ritornare alle buone notizie bisogna parlare dell'hockey giocato dai più giovani. Il vivaio della società varesina è un  fiore all'occhiello che sta dando ottimi frutti: sia l'under 12, che l'under 14 sono seconde nei rispettivi campionati, mentre sono una trentina i bambini che si sono avvicinati e iscritti per iniziare la fase propedeutica. L'Hockey a Varese è quindi più che vivo.


sport@varesenews.it


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