Volley-
Castellanza punta al
rilancio e si affida all'esperienza di Emilio Bianchini per
lanciare nomi nuovi nel mondo della pallavolo
«Per tornare grandi scommettiamo sulle giovani promesse»
(20 giugno 2003) Dodici anni
consecutivi di successi e promozioni fino alla serie A2. Poi,
venuti meno gli sponsor, quattro anni fa, nonostante la
permanenza nella massima serie conquistata sul campo, la
scelta coraggiosa di cedere i diritti, e ricominciare dalla
prima divisione. Oggi la volley team Castellanzese milita in
serie D e ha pronto un piano di rilancio innovativo. Ne
abbiamo parlato con il vice presidente Alberto Merlotti e il
neo direttore sportivo Stefano Pozzi. (nella
foto da sinistra: Stefano Pozzi e Alberto Merlotti)
Merlotti, quattro anni fa avete fatto una scelta
controcorrente, pentiti?
«Senza quella scelta forse oggi non saremmo qui. Abbiamo
preferito mollare
prima che il giocattolo si rompesse. Siamo stati lungimiranti,
sa quante società spariscono dopo una sola stagione per
mancanza di risorse. A volte si deve avere la forza di fare un
passo indietro».
Oggi, qual è la vostra situazione?
«Vendere i diritti e ricominciare dalla prima divisione
era l'unica soluzione per sopravvivere.
Il denaro è indispensabile e nessuno di noi è un
imprenditore-magnate. Noi siamo qui per la passione smisurata
per questa disciplina. Siamo un gruppo di amici che dopo
l'orario di lavoro dedica il tempo libero alla pallavolo. Ma
non siamo meno professionali dei professionisti».
Considerato che per giocare in serie A occorrono molte
finanze, ragionevolmente qualè il vostro obiettivo a medio
termine?
«Bisogna fare una premessa: se si vogliono raggiungere
solo dei risultati sportivi le scelte di programmazione sono
quasi obbligate, ma noi abbiamo in mente finalità
extrasportive, prima di tutto quella di infondere l'amore per
il volley e la cultura dell'aggregazione, quasi una funzione
sociale. Noi non abbiamo finalità di guadagno, pertanto con i
nostri mezzi attuali puntiamo alla B2».
Quindi il vostro piano di rilancio in cosa consiste?
«Noi vogliamo tornare ai livelli che ci competono, quindi
almeno due categorie sopra, e per centrare questi risultati
avevamo due alternative: acquistare due giocatrici di livello
in grado di trascinare la squadra, oppure scommettere su un
gruppo di giovani di belle speranze da far crescere. Abbiamo
optato per la seconda ipotesi.
Ancora una volta coraggiosi?
«Può darsi - risponde il ds Stefano Pozzi- in realtà la
disponibilità del guru della pallavolo varesina Emilio
Bianchini di lavorare con le nostre ragazze, di farle
crescere, per noi è una certezza. Bianchini è il
valore aggiunto di Castellanza. Le ragazze che vengono da noi
sanno di poter imparare».§
Pozzi parliamo della squadra, state cercando ancora qualche
elemento o puntate interamante sul vostro vivaio?
«L'ossatura della squadra, 9 giocatrici, è quella dello
scorso anno, ora stiamo provinando alcune giovani della zona,
entro quindici, venti giorni dovremmo avere la rosa completa.
A decidere saranno comunque Bianchini, ufficialmente direttore tecnico,
insieme al nostro allenatore Fulvio Gernetti, al quarto anno
con noi. Sarà una formazione con un'età media di 18 anni, con
l'eccezione dell'esperta Daniela Scarpellini, ventiquattro
anni, che ha sposato il nostro progetto ed è rimasta
nonostante le numerose offerte provenienti da formazioni di serie B.
Si è parlato anche
del ritorno a Castellanza di Chiara Trezzi, artefice
della promozione in B di Cassano, cosa
c'è di vero?
«Chiara smette di giocare - afferma Pozzi (marito della
Trezzi ndr) - ma probabilmente si occuperà del settore
giovanile insieme a Paola della Zoppa».
Passione, amicizia,
coraggio però non possono bastare per sempre, auspicate
l'ingresso di qualche imprenditore in società?
«La nostra speranza è che si diffondi una cultura
sportiva nuova, animata anche dall'orgoglio di vedere i propri
colori misurarsi con successo nei campionati d'elite. Nel
triveneto (caso Benetton) ma anche in emilia tanti
imprenditori si impegnano nello sport. Entrare nel mondo
dello sport significa anche offrire un beneficio alla
collettività. Nella nostra zona ci sono ancora troppe remore».
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