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Canottaggio - Intervista al varesino Elia Luini, tre volte campione del mondo
«Per vincere le Olimpiadi sfido me stesso ogni giorno»

(19 dicembre 2003) Dopo il tris mondiale nel doppio pesi leggeri in coppia con il toscano di Pontedera Leonardo Pettinari,il gaviratese Elia Luini ha già messo in archivio il 2003 e sulle acque di casa ha iniziato la preparazione in vista del 2004, l'anno delle Olimpiadi di Atene.

Luini, un 2003 trionfale, imbattuti e campioni del mondo per la terza volta. Qual è il suo bilancio?
«L'obiettivo principale era il mondiale di casa a Milano e lo abbiamo centrato senza particolari difficoltà. Gli avversari che abbiamo battuto saranno presumibilmente gli stessi che troveremo ad Atene.Tutti segnali confortanti ma ormai il 2003 va in archivio, con la testa sono già proiettato al 2004».
Ha già iniziato la preparazione o è ancora presto?
«Sono già due mesi che lavoro sodo. La tabella di marcia prevede l'uscita in barca al mattino, corsa e palestra nel pomeriggio. Abbiamo stilato un programma intenso e dettagliato. Fino al 6 gennaio mi allenerò comunque a casa, nel bacino di Gavirate con l'apporto del mio tecnico Giovanni Calabrese, poi mi sposterò a Piediluco, al centro tecnico federale. I primi test sono confortanti, infatti i tempi sono nettamente migliori rispetto alla scorsa stagione».
Nel 2000 a Sydney siete arrivati secondi per un soffio, ad agosto sarete i favoriti, quanto pensa alla gara che ci sarà tra otto mesi?
«Tutti i giorni, non è proprio un chiodo fisso, ma la voglia, la determinazione di vincere l'oro è tantissima. E l'obiettivo in sè che mi fa sopportare il duro allenamento, i sacrifici le rinunce quotidiane. Ogni giorno gareggio con me stesso per arrivare al top ad Atene».
Al termine della gara di Milano lei si sfogò in diretta tv dicendo che il vostro sport era poco pubblicizzato. E' cambiato qualcosa da quel giorno o no?
«Sembra che la Federazione si stia muovendo, però questo non è il periodo per giudicare perchè siamo fermi. Da aprile in poi con l'inizio delle gare vedremo se la visibilità del canottaggio sarà aumentata o meno». 
Tornando alle Olimpiadi, al di là degli avversari, cosa teme di più: l'ansia di vincere, o il bacino di regata che nei test di alcuni mesi fa si è rivelato inadeguato?
«L'adrenalina e la tensione fanno parte del gioco, ma temo sicuramente di più il campo di regata di Schinias. Il vento che spira in quelle acque potrebbe veramente falsare ogni prestazione e mandare all'aria ogni pronostico. A questo proposito gli organizzatori stanno però valutando l'ipotesi di spostare le gare in notturna, attorno alle 23.00 di 
sera, quando il vento pare dia meno fastidi. Se così fosse cambieremo qualcosa nella preparazione. Anzi ad essere sincero questa eventualità non mi dispiacerebbe affatto  perchè la vedo come un'opportunità a livello televisivo e di immagine».

 Daniele Virzi
sport@varesenews
.it


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