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Hockey Ghiaccio - Nuovo assetto societario, una squadra competitiva con l'obiettivo della massima serie in tre anni e una ridefinizione del rapporto per la gestione del Palalbani
Mastini, si riparte alla grande


La Mastini Hockey pensa in grande. Dopo anni di sacrifici, perlopiù affidati a volenterosi appassionati e ai genitori dei giovani atleti, la storica società di hockey si prepara ad una svolta, nel segno della continuità con il grande passato e con le belle speranze recenti. Molte le novità in cantiere: un nuovo assetto societario, una squadra competitiva con l'obiettivo della massima serie in tre anni e una ridefinizione del rapporto per la gestione del Palalbani.
(sopra: a sinistra Claudio Borghi)
La Mastini Junior confluirà nella Mastini Hockey, formando un'unica società. Gli ottimi risultati delle ultime stagioni hanno attirato nuove energie, a partire da una vecchia conoscenza, la famiglia Colombo, importatrice del marchio Shimano (ultimo sponsor del grande Hockey a Varese). Con Massimiliano Colombo (vice presidente) faranno parte dell'impresa anche Bruno Bernasconi e Andrea Odobez. Matteo Malfatti sarà il nuovo direttore sportivo, mentre a  Frank Odino sarà affidata la gestione tecnica della prima squadra, ereditata da Igor Kosovic,  ritornato a Belgrado dopo quattro anni al Palalbani. Il settore giovanile, vera fucina di piccoli campioni, sarà affidato a Janez Finzgard, che ha maturato una grande esperienza a Milano e a Trento. 

La prima squadra, che quest'anno affronterà il campionato di serie B, conterà sul rientro di alcuni talenti quali Merzario, Barca e Galli. Ancora incerta invece la partecipazione al prossimo campionato di Marco Rizzo, che forse trascorrerà un anno sabbatico a Londra. «Il nostro progetto - spiega Claudio Borghi, addetto alle relazioni esterne della Mastini - è quello di salire in serie A nel giro di tre anni. La transizione dalla B alla A2 ci permetterà di passare da una gestione casalinga e amatoriale ad una manageriale, come un campionato professionistico richiede».

La società ha, dunque,  un progetto ambizioso, reso ancor più importante dalle Olimpiadi Invernali del 2006, ospitate a Torino. E non è escluso che qualche giocatore, cresciuto sul ghiaccio di casa, possa far parte del team della nazionale. 
Unica nota stonata è la gestione del Palalbani. Il Comune non ha ancora deciso e progettato un intervento sulla struttura, ormai richiesti da tempo. Le tante promesse fatte in passato dall'amministrazione comunale sono rimaste lettera morta. Nella struttura convivono diverse realtà: dalla piscina, al pattinaggio artistico, fino all'hockey e tutte rivendicano uno spazio al passo con i tempi. Ulteriore motivo di incertezza è il rinnovo temporaneo (solo tre mesi) della convenzione con l'attuale gestore, elemento che pone problemi pratici alla società, che non puo' avere un interlocutore certo con il campionato ormai alle porte.


sport@varesenews.it


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