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Hockey
Ghiaccio -
Sono
arrivati dal Canada per il Mastini Day" e disputeranno
al Palalbani la partita delle Stelle contro i Beavers Hockey
Club. Corsi, De Piero, Gellert, Ivany raccontano i loro
ricordi
I vecchi Mastini
ringhiano ancora
Sembrano
dei ragazzini, gli occhi lucidi e una passione nel cuore: la
Mastini Hockey. Il tempo è passato, ma l'entusiasmo è lo
stesso di una volta, quello che ha reso grande il nome di
Varese in questo sport. Ron Ivany, Jim Corsi, Bob
De Piero, Kim Gellert , Cesare Carlacci nomi
che rievocano un entusiasmo per troppo tempo sopito, una
vitalità sportiva che coinvolse un'intera città. Hanno
risposto alla chiamata di Matteo Malfatti , "altro
reduce" del periodo d'oro, e oggi protagonista come
direttore sportivo del nuovo corso. Saranno loro i
protagonisti del "Mastini Day": quello che fu e
quello che sarà, una testimonianza che questa sera sul
ghiaccio del Palalbani, vedrà di fronte le Stelle che
resero grande l'hockey a Varese e i Beavers Hockey Club.
«Come
on Jim». Ivany ha conservato il piglio del ruolo che
ricoprirà anche nella partita delle stelle. Loro lo seguono
e si concedono, con quell'accento tutto particolare degli
oriundi, alle domande dei giornalisti.
Jim Corsi: «L'hockey è una passione e Varese
rappresenta per me un capitolo fondamentale della mia vita.
Quando siamo arrivati qui abbiamo trovato una città viva
che credeva in un progetto grande e ambizioso. Il momento più
bello? Quando abbiamo battuto Bolzano, battere quella
squadra voleva dire entrare tra i migliori e per noi che
eravamo la cenerentola era un traguardo importante. Adesso
passo la parola a Ron che da quando allena in Svizzera parla
solo tedesco».
Ron
Ivany:«Incredibile, quando Teo Malfatti ha debuttato
con me aveva 17 anni. Vorrei ringraziarlo per tutto ciò che
ha fatto e per questo avvenimento. Ricordo con emozione
quando con una squadra piena di debuttanti, l'Ariston,
arrivammo sesti e disputammo i play-off».
Bob
De Piero: «7 anni a Varese non si possono dimenticare .
Sono stati tempi speciali e non solo per i due scudetti. I
miei figli sono nati e cresciuti qui, qui c'è un pezzo
importante della mia vita. Ho un ricordo curioso. Un
giorno tornavamo da una trasferta e abbiamo fatto una sosta
in autogrill. Andammo tutti a fare pipì, ma nessuno di noi
aveva con sé i soldi per pagare. Allora il presidente
Ducrocchi disse: "ma vi devo pagare anche quando andate
al gabinetto?"».
Kim
Gellert:«Anche io vorrei ringraziare Teo Malfatti per
questa splendida idea e anche Varese, che è stata una città
fantastica e che ho amato molto. Mia moglie è italiana e i
miei figli pure. Stagioni indimenticabili. Un ricordo? Un
giorno il giornalista Antonio Triveri venne con noi in
trasferta, sul pulmann, quando scese aveva meno capelli di
prima (sorride insieme al giornalista ndr)».
Norberto
Castelli (presidente della Mastini): «Io penso che a
Varese il futuro sia già iniziato. Il Mastini Day è
un'occasione in più, uno stimolo. Va dato atto a Malfatti
di aver svolto un gran lavoro.Abbiamo dimostrato che se si
lavora con serietà i ragazzi per l'hockey non crescono solo
nelle valli, ma anche in città. Rimane l'incognita
palaghiaccio».
Purtroppo al
"Mastini Day" non ci sarà Bryan Lefley, deceduto
nel 1997, alle porte di Bolzano, in un incidente stradale.
Lefley era stato allenatore della nazionale italiana dal
1993 e aveva guidato Varese nell'olimpo dell'hockey. Durante
la serata gli sarà dedicato un ricordo. «Bryan era un
allenatore capace perché sapeva comunicare - ha detto Corsi
-. Era onesto, un uomo vero. Quando una squadra disputa 30
partite senza mai perdere è un testamento sportivo che
parla da solo. Vuol dire che i suoi uomini lo seguivano e
lui per loro era uno scudo e un punto di riferimento sicuro».
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