Calcio
- Intervista a Theo Karasavviddis, il greco della Pro
Patria
«Voglio ripagare
l'affetto dei tifosi con i gol»
(13 agosto 2003) Theo
Karasavvidis è arrivato lo scorso gennaio alla corte di
Carletto Muraro, ma ha avuto poche possibilità di lasciare
il segno. Per lui, che
ha vestito le maglie di Apollon, Olimpiakos, Panionos in patria e Torres, Catania, Lanciano,
Frosinone in italia, la stagione che sta per cominciare è senza dubbio quella
del riscatto.
Dopo sei mesi di
permanenza come si trova a Busto Arsizio?
«Sono stato accolto bene, mi piace stare qui e se ci
saranno le condizioni rimarrò ancora volentieri».
Nessun gol e sette presenze dopo il suo arrivo lo scorso
gennaio. Società e tifosi si aspettavano forse qualcosa di
più. Quali sono i suoi propositi per la stagione 2003/2004?
«I tifosi mi hanno sostenuto fin da subito e spero quindi di
ripagare quanto prima il loro affetto e il loro
incoraggiamento con qualche rete. Di conseguenza mi auguro
di convincere la società di essere utile alla squadra. Una
società che io considero, vista la mia lunga esperienza,
una delle migliori perchè è ben organizzata, ha agito con
intelligenza sul mercato, puntando sulla conferma del gruppo
dello scorso anno, integrandolo con pochi innesti ma mirati».
Come giudica quindi
la nuova Pro Patria?
«Una squadra tosta formata da ottime persone, prima che da ottimi giocatori. L'idea di puntare
più sul gruppo che sui grandi nomi è una scelta giusta.
Inoltre ci sono i giovani provenienti dal vivaio che sono
davvero bravi e rappresentano il futuro. Logico investire su
di loro».
Dal punto di vista tattico quale posizione del campo
preferisce occupare?
«Io sono un giocatore che si è sempre adeguato alle
esigenze della squadra. Io credo che una formazione ben
organizzata, esalti sempre le doti di un singolo. Per me,
prima o seconda punta fa lo stesso. Sono sempre a
disposizione del mister e delle sue idee».
Quest'anno però la concorrenza in avanti è notevole,
pronto a lottare per un posto da titolare?
«Sono arrivati due ottimi elementi come Morante e
Mariotti, e questo è un cosa positiva. La concorrenza non
mi spaventa. Per l'allenatore credo sia meglio avere
problemi di abbondanza e quindi scegliere a seconda della
forma e della situazione».
Come vede il campionato, quali sono le sue favorite e le
possibili sorprese?
«Sarà un torneo più difficile rispetto a quello
passato. Certo Fiorentina e Genoa hanno il blasone, ma le
partite si vincono sul campo. Per quanto riguarda noi
speriamo di confermare quanto di buono abbiamo già fatto e
di raggiungere prima possibile la salvezza».
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