Varese
- La denuncia
degli universitari accolta con stupore dagli ospedalieri. Il
rappresentante dell'Anaao: «Perché tanto allarme»
Ma in corsia il
problema non si sente
(5
settembre 2003) Situazione insostenibile? preoccupazione?
routine? Le accuse di una situazione al limite del collasso
all'ospedale di Circolo sono state accolte in corsia con
stupore. Ma cos'è cambiato negli ultimi anni?
«Assolutamente nulla» commenta Ottavio Amatruda,
esponente sindacale dell'ANAAO «Rispetto agli anni '80,
quando sono arrivato a Varese, le cose sono differenti, è
vero. Ma solo per gli operatori che un tempo erano
professionalmente più sereni e motivati».
In effetti, l'arrivo dell'Università a Varese ha portato
qualche sbandamento. Le promozioni sono blindate, spartite
equamente tra dottori e professori, i quali, però, seguono
logiche di avanzamento differenti: mentre i medici si
appellano esclusivamente a risultati sul campo, i professori
contano anche su meriti scientifici e progressioni
accademiche.
«Dal punto di vista del paziente - precisa Amatruda - la
differenza rispetto a vent'anni fa è sicuramente in
positivo, grazie anche alla tecnologia e al progresso
scientifico. E Varese si è mantenuta all'altezza del
progresso. Proprio nei prossimi giorni ci dovrebbero essere
le sostituzioni delle apparecchiature obsolete».
«Fughe di cervelli - ricorda Amatruda - ci sono state
soprattutto in passato, all'arrivo degli universitari. Oggi
non mi sembra che ci siano grandi diaspore».
In reparto, quindi, l'atmosfera non è da barricata. Molte
burrasche sono state superate in passato e quella che si
preannuncia all'orizzonte, con il nuovo taglio di posti
letto preannunciato dalla Regione, non dovrebbe essere più
traumatica delle precedenti. Almeno si spera...
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