Varese
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I temi trattati nei documenti saranno discussi nel corso
della riunione dei primari dell'Azienda ospedaliera
I vertici dell'ospedale rispondono al professor Cherubino
(5
settembre 2003)
Riceviamo
e pubblichiamo
Premessa
È pervenuto il 3 settembre
u.s. un documento del Consiglio di Facoltà di Medicina e
Chirurgia dell’Università dell’Insubria con il quale
vengono poste questioni relativamente alla programmazione
sanitaria della Provincia di Varese e al ridisegno dell’assetto
aziendale.
Questa Direzione considera ogni manifestazione di attenzione
alla vita dell’Azienda Ospedaliera fonte di possibili
contributi rivolti ad affrontare e risolvere i problemi,
sempre complessi, di realtà sanitarie di grandi dimensioni
qual è quella di Varese, e questo vale anche per la mozione
in argomento.
Le questioni poste avrebbero potuto essere trattate anche in
seno agli organismi aziendali, Collegio di Direzione e
Collegio dei Primari.
Il Vertice della Facoltà di Medicina ha scelto la strada
dell’ iniziativa politica, più consona ad altre entità,
con l’obiettivo evidente di chiamare in causa altri
soggetti e di esercitare una maggiore influenza, acquisire
un maggiore peso, allargare il confronto.
Si intravede nella scelta dello strumento una pretesa
separatezza della Facoltà che rimarca la ben nota,
difficile convivenza nell’Azienda di due soggetti con
diversa vocazione, l’Ospedale e l’Università.
Questa Direzione nel prendere atto di tutto ciò, ritiene
utile presentare la propria posizione e puntualizzare lo
stato di attuazione dei progetti rivolti al ridisegno della
Sanità, per le materie di competenza, nella provincia di
Varese.
Vincoli economici
Le osservazioni fortemente critiche verso i vincoli di
bilancio ed il blocco delle assunzioni ribadiscono posizioni
assunte recentemente dal Preside nei confronti della
politica della Regione Lombardia.
Le politiche sviluppate dalla Regione sono fortemente
condizionate dalla scarsità di risorse che caratterizzano
il momento attuale della finanza pubblica e, in aggiunta, da
meccanismi di riparto introdotti nel passato che risultano
fortemente penalizzanti per la Lombardia.
I dati di spesa definitivi resi noti recentemente dal
Ministero della Salute, relativi all’anno 2001, indicano
per la Lombardia una spesa pro capite inferiore alla media
nazionale e superiore, nel Paese, soltanto a quella delle
Regioni Basilicata e Puglia, nonostante sussista un divario
in termini di qualità a tutti noto non soltanto nei
confronti delle Regioni citate, ma, sostanzialmente, del
resto del Paese
In un simile contesto, tenuto conto delle rigidità
intervenute a seguito degli accordi sui quali si regge l’Unione
Europea, la Regione Lombardia si trova impossibilitata,
almeno nella fase attuale, a realizzare una ulteriore
espansione dei servizi.
Le critiche ai modelli economicistici, peraltro non
accompagnate da alcuna controproposta, non fanno che
rimarcare un pericoloso allontanamento della Facoltà dalle
politiche regionali che può nuocere alla stessa
Università.
Il corollario del teorema è la manifestazione di
insofferenza nei confronti del processo di aziendalizzazione
che chiede ai Direttori Generali una gestione in equilibrio
economico che, tra l’altro, può essere perseguita
soltanto con la collaborazione di tutta la dirigenza, quella
medica in particolare.
Essere cittadini europei, però, comporta che vengano
corretti gli errori del passato: eliminare sprechi e
inefficienze, realizzare processi di razionalizzazione anche
difficili e persino dolorosi, in sintesi offrire la migliore
Sanità possibile entro i confini di risorse date.
Creare ulteriori buchi di bilancio non è più consentito.
La programmazione
Criticare la passata gestione per una insufficiente
progettualità programmatica è ingeneroso.
E’ sufficiente al riguardo ricordare che gli anni che
abbiamo alle spalle sono stati caratterizzati da forti
innovazioni dovute alla Legge 31, nota come Riforma
Sanitaria della Lombardia, che sta determinando un
cambiamento epocale.
E’ stato ridotto il numero di posti letto attivi in quanto
grazie ai progressi della scienza medica si sono ridotte le
giornate di degenza e si è aumentata l’attività di day
hospital e day surgery.
Si sta puntando all’aumento dell’assistenza domiciliare
e persino dell’ospedalizzazione a domicilio. Si è
realizzata quella sanità mista competitiva tra strutture
private accreditate che ha accentuato il principio della
"libera scelta" del cittadino.
Tutto questo richiede un rimodellamento della rete dei
servizi e delle relative strutture, compresa la rete
ospedaliera, che richiede però un periodo non breve.
Oltre a ciò va ricordato che Varese è l’unica realtà
nella quale è in costruzione un presidio ospedaliero
interamente nuovo.
Quanto è avvenuto non merita rilievi e tanto meno critiche
generiche.
I vincoli
finanzieri e il blocco delle assunzioni
Vincoli
finanzieri
I rigidi vincoli di finanza
pubblica stabiliti per l’anno 2003 hanno condizionato la
predisposizione del budget dell’Azienda.
Detti vincoli scaturiscono dalla necessità di rispettare il
Patto di Stabilità introdotto dalla Comunità Europea
contestualmente alla nascita della moneta unica.
Per le Regioni e, di conseguenza, per le Aziende Sanitarie
il mancato rispetto dei vincoli finanziari comporta l’automatica
riduzione dei flussi di cassa, ipotesi ad oggi mai
verificatasi nell’ambito della Regione Lombardia.
Per l’anno 2003 questo principio generale di contenimento
della spesa, che per l’Azienda Ospedaliera di Varese
comporta una diminuzione pari allo 0.56% in meno rispetto
all’anno 2002, ha comportato il proseguimento della
razionalizzazione della spesa sanitaria, sia sul fronte dell’acquisto
di beni e servizi, sia sul fronte del personale.
Blocco delle
assunzioni
In particolare con
riferimento alle Risorse Umane, nella Legge finanziaria per
l’anno 2003 sono indicate le modalità per le assunzioni
del personale, che comunque dovranno attendere l’emanazione
di un Decreto Governativo, ad oggi non ancora approvato.
Propedeutico all’acquisizione di personale è il Piano
delle assunzioni finalizzato ad una programmazione delle
Risorse Umane rigorosa e, per favorire l’introduzione nell’organizzazione
aziendale di elementi di razionalizzazione e
riorganizzazione.
Pertanto, fino all’approvazione Regionale del Piano delle
assunzioni 2003, sono vietate le assunzioni di personale a
tempo indeterminato, escluse le categorie protette e quelle
figure professionali, quali gli infermieri, di fatto non
sempre reperibili sul mercato.
Anche per le assunzioni a tempo determinato, compresi i
contratti flessibili e le convenzioni relative all’apporto
di attività assistenziale da parte di personale
universitario, la Legge finanziaria per l’anno 2003 pone
il limite del 90% della spesa annua sostenuta per le stesse
figure nell’ultimo triennio (1999 / 2001).
Per l’anno in corso la riorganizzazione delle Risorse
Umane nell’ambito aziendale, così come previsto negli
obiettivi assegnati dalla Regione all’Azienda, dovrà
comportare una riduzione del costo del personale pari all’1%
rispetto all’anno 2002 che tradotto in termini monetari
corrisponde a circa € 1.500.000 (pari a £. 3 miliardi).
Il rinnovo
tecnologico
Tutti i presidi dell’Azienda
Ospedaliera di Varese hanno l’esigenza di rinnovare la
tecnologia.
Per il "Circolo" non può essere dimenticato che
un rinnovo generale è in arrivo con il Nuovo Ospedale.
Occorre pertanto fare il possibile per sfruttare al meglio
la tecnologia esistente, anche oltre il completo
ammortamento, per evitare di sostenere costi in macchine e
installazioni che verrebbero ad essere fruiti per un periodo
breve, dando quindi luogo a diseconomie.
Tutti sappiamo che trasferire impianti importanti comporta
costi elevati. E’ preferibile compiere uno sforzo
generalizzato per tesaurizzare la tecnologia oggi presente
al Circolo e dare appuntamento per il rinnovo al momento del
taglio del nastro del Nuovo Ospedale.
Del resto l’acquisizione dell’alta tecnologia sfugge
alla capacità di autofinanziamento aziendale, fatto che
però, come si può ben comprendere, è limitato a poche
macchine. Per la tecnologia di minore impegno è stata
recentemente condotta una indagine nel corso dei negoziati
di budget conclusi nel mese di giugno; sono stati poi
censiti in un colloquio diretto con i singoli primari, o
loro delegati, i fabbisogni di tutte le Unità Operative di
tutti i presidi aziendali.
Da ciò è scaturito un piano di investimenti che ammonta a
€ 2.000.000 capace di soddisfare quasi tutte le esigenze
manifestate.
Il piano è stato illustrato all’Università con la
richiesta di conoscere quale contributo aggiuntivo possa
venire dall’Università stessa che dispone di autonomi
finanziamenti per apparecchiature.
Siamo in attesa di una risposta
La centralità
del Circolo
Per la Direzione Strategica,
deve essere riconosciuta la diversa vocazione dei due
Presidi:
- il Presidio di Varese, al quale
afferiscono le sedi: "Circolo", "Del
Ponte", "Cuasso"; caratterizzato da alta
specializzazione e da marcata connotazione tecnologica,
di riferimento per l’intero ambito territoriale
provinciale;
- il Presidio del Verbano, al quale
afferiscono le sedi: Cittiglio e Luino; preposto al
compiuto soddisfacimento delle esigenze sanitarie
primarie di quel bacino d’utenza, con peculiare
riferimento all’attività di degenza ospedaliera (per
acuti) ed alla complementare attività specialistica
ambulatoriale.
Sostanzialmente tra
Azienda Ospedaliera e Università sulla questione non
sussistono disparità di vedute
Problemi
organizzativi: moduli e strutture semplici
L’Azienda deve procedere
ad un nuovo Piano di Organizzazione e Funzionamento
Aziendale - P.O.F.A. – dal quale verrà dedicato uno
spazio particolare alla struttura dell’organizzazione
aziendale che, come previsto dal D.lgs 502/92, sarà basato
sul Dipartimento.
Nell’ambito del Dipartimento verranno individuate le
Unità Operative Complesse caratterizzate dall’omogeneità
delle prestazioni e dei servizi erogati, dei processi
gestiti e delle competenze specialistiche richieste.
Ad ogni Struttura Complessa corrisponderà almeno una
Struttura Semplice, tenuto conto degli incarichi
dirigenziali precedentemente assegnati e del nuovo assetto
organizzativo.
Quanto sopra in ossequio alle disposizioni impartite dalla
Regione con una direttiva diramata nello scorso mese di
agosto che sarà discussa con tutti i primari dell’Azienda
in una riunione già indetta per venerdì 12 settembre p.v.
La collaborazione
azienda ospedaliera-università
Questa Direzione individua
nell’Università dell’Insubria una risorsa importante
per la sanità varesina.
Nonostante la presenza di due anime, ospedaliera e
universitaria, renda naturalmente più difficile il governo
dell’Azienda, sono state assunte proprio attraverso intese
con l’Università le più importanti decisioni che hanno
caratterizzato questo primo periodo del 2003.
Occorre però ricordare che in ambito sanitario il compito
primario di programmazione compete alla Regione.
Al riguardo è il caso di ricordare come sulla questione dei
presidi di Luino e di Cittiglio questa Direzione sia stata
impegnata per un periodo non breve per concorrere a
determinare da parte della Regione una scelta definitiva
dopo aver consultato le amministrazioni locali.
Il richiamo viene offerto a titolo esemplificativo e per
significare che i confini dell’autonomia aziendale stanno
dentro le scelte di programmazione regionale.
Le restanti scelte significative degli ultimi mesi sono
state effettuate, come detto, d’ intesa con l’Università,
ed è il caso di ricordare:
- La fase di riconversione del
presidio "Del Ponte" come Polo
Materno-Infantile
- Il riesame del progetto del Nuovo
Ospedale con il proposito di apportare migliorie
- La valutazione delle tecnologie
da sostituire
- Il confronto sulle nuove regole
di finanziamento decise per il 2003 dalla Regione.
In particolare si
osserva che la Direzione Strategica Aziendale ha attuato una
politica di condivisione della progettualità relativa al
nuovo "Circolo", mediante la diretta
partecipazione delle componenti sanitarie - ospedaliera ed
universitaria - assolutamente complementari nella funzione.
Nell’unanime convincimento che il nuovo Ospedale
rappresenti l’unica ragionevole risposta alle ineludibili
istanze della medicina moderna, di ordine strutturale,
tecnologico, organizzativo e funzionale, la Commissione ha
approcciato ed affrontato l’arduo compito con la coscienza
di doversi confrontare con una sfida, primariamente,
culturale.
Le difficoltà hanno generato e cementato, nei partecipanti,
uno spirito solidale ed una sostanziale sintonia, che hanno
consentito di raggiungere gli obiettivi prefissati: la
Commissione sta per rassegnare il rendiconto dell’attività
svolta alla Direzione Generale, per le conseguenti
incombenze.
L’armonica progettualità espressa nell’occasione, che
si è innestata in piena continuità con i contenuti
progettuali ereditati dalla precedente Amministrazione,
lascia ben sperare circa il mantenimento, anche per gli anni
a venire, degli standard di qualità e di eccellenza che
hanno caratterizzato la sanità varesina.
Il Consiglio di Facoltà di Medicina chiede che non siano
adottate ulteriori decisioni unilaterali.
Premesso che il governo dell’Azienda si attua con
decisioni del Direttore Generale, e questo per legge, nessun
atto deliberativo davvero rilevante è stato adottato senza
che intervenisse una intesa con l’Università.
I fatti dimostrano una totale apertura al confronto da parte
di questa Direzione.
Conclusioni
Veniamo quindi a passare in
rassegna i punti conclusivi della mozione:
Centralità del
paziente
E’ un fatto scontato in quanto valore
fondante della attività sanitaria svolta da un’Azienda
Ospedaliera pubblica quale è quella di Varese.
Il principio appartiene più alla mission dell’Ospedale
che non a quello dell’Università.
Per essere però perfettamente coerenti con l’affermazione
di principio bisogna anche dimostrare sensibilità e, anche
quando è necessario affrontare problemi reali, scegliere
gli strumenti adeguati.
Lasciamo le mozioni alla politica e alle sue dinamiche;
eviteremo di incutere timori proprio nel paziente che
vogliamo "centrale".
Aziendalizzazione
e dimensione economica
L’Università dimostra di accettare con fatica i vincoli
economici posti dalla legislazione nazionale e dalle
decisioni che la Regione adotta quale soggetto cui compete
il governo dell’attività sanitaria.
Eppure non esiste soluzione alternativa, e quindi occorre
che insieme all’Azienda Ospedaliera venga compiuto uno
sforzo comune per utilizzare al meglio le risorse
disponibili.
Una posizione apertamente antagonista da parte dell’Università
non risolve i problemi e non è neppure utile all’Università
stessa.
Progetto nuovo
ospedale
La collaborazione con l’Università è in atto e si sta
già concretizzando in alcune correzioni, certamente non
sconvolgenti, ma capaci di realizzare condizioni di migliore
convivenza, nella nuovo struttura, delle funzioni di
assistenza e di insegnamento.
Il P.O.F.A. –
piano di organizzazione e funzionamento aziendale
L’Università chiede di
partecipare al ridisegno dell’organizzazione aziendale da
realizzare in applicazione di una recente direttiva
regionale.
Il fatto è già previsto dalla stessa direttiva regionale
nel P.O.F.A. che prescrive un iter che comporta un confronto
molto ampio con:
- le Organizzazioni Sindacali
- il Consiglio dei Sanitari
- l’Università
Del resto è preciso intendimento di questa Direzione
elaborare i progetti organizzativi importanti con il
concorso di tutte le parti, espressione di quanti operano
all’interno dell’Azienda – medici, infermieri,
personale tecnico - e che costituiscono il più grande
valore presente nell’Azienda Ospedaliera di Varese.
Un asset fondamentale per il presente e per la Sanità del
futuro che stiamo costruendo all’insegna della più alta
qualità e del miglioramento continuo dei processi di
diagnosi e cura.
Il direttore amministrativo
Dott. Sergio Tadiello
Il direttore sanitario
Dott. Stefano Zenoni
Il direttore generale
Dott. Roberto Rotasperti
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