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Varese - Dopo le accuse mosse dal consiglio della facoltà di medicina alla direzione dell'ospedale di Circolo, il preside Cherubino respinge le accuse di strumentalizzazione politica e replica: «Chiediamo di non perdere ulteriore tempo e qualità» 
«Nessuna lotta politica. Vogliamo solo tutelare i cittadini»

(5 settembre 2003) La salute dell'ospedale cittadino è in pericolo. A lanciare l'appello è stato il consiglio di facoltà di medicina che in un lungo documento snocciola i mali dell'attuale situazione: manca personale, i macchinari sono obsoleti, non c'è il coinvolgimento dei lavoratori nell'individuazione dei piani organizzativi e funzionali. 
Il direttore generale Rotasperti fa presente l'attuale situazione delicata che sta attraversando la sanità nazionale e regionale e giustifica alcune scelte con la necessità di razionalizzare. 
Molti leggono la posizione del consiglio di facoltà come l'ultimo atto di una guerra intestina in seno all'azienda ospedaliera tra universitari e ospedalieri. Una guerra tra poteri politici (Massoneria e CL). 
Ma, come denuncia la lettrice che ha sentito il bisogno di sfogarsi, i cittadini cosa devono pensare del proprio ospedale?
«L'ospedale di Circolo ha personalità di eccezionale caratura professionale - vuole precisare Paolo Cherubino, preside di facoltà nonchè primario di ortopedia al Circolo - A parte qualche nicchia, disponiamo di personale preparatissimo e i cittadini devono avere fiducia nella propria struttura sanitaria. Il nostro documento vuole avere solo una funzione propositiva. Manteniamo elevato il nostro standard senza perdere ulteriormente tempo. Non dobbiamo mancare assolutamente il treno tecnologico, per stare al passo con il progresso. Non è questione di bandiera politica o di appartenenza a gruppi, è un'esigenza primaria per continuare ad assicurare quel livello di professionalità che abbiamo conquistato negli anni. E se la questione è economica, si razionalizzino le spese convogliando i flussi laddove sono necessari. Dopo otto mesi di attesa, è ora di vedere i fatti».

Alessandra Toni
sanita@varesenews.it


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