Varese
- L'appello
nazionale dei pediatri ospedalieri per la vaccinazione
antinfluenzale a tappeto non convince. Il segretario
provinciale della FIMP invita a non allarmarsi
Vaccinazioni a
tappeto? Non sono necessarie
(30
settembre 2003) Vaccinarsi contro l'influenza? Sì grazie.
Così afferma il portale dell'Asl che quest'anno ha deciso
di lanciare una campagna in grande stile per raggiungere
almeno i due terzi dei soggetti a rischio. Ma chi sono i
soggetti a rischio? Gli anziani, gli immunodepressi, gli
operatori sanitari, insomma persone maggiormente esposte e
di salute già debilitata. Nell'elenco non compaiono i
bambini.
La posizione dell'Asl locale non sembra, quindi, essere in
linea con l'appello lanciato a livello nazionale dalla
Società italiana di pediatria. La Sip, infatti, ha invitato
tutta la popolazione a vaccinarsi innanzitutto per evitare
falsi allarmi Sars.
L'appello è emerso nel corso del cinquantanovesimo
congresso della Societa' scientifica in corso a Roma. Il
suggerimento è rivolto ai genitori: dare a tutti i bambini
(non solo quelli a rischio) la possibilità di immunizzarsi
contro l'influenza gratuitamente (il costo del vaccino è
di 10 euro a cui va aggiunta la prestazione dell'operatore
che la effettua)
Di diverso avviso, però, è Marco Montalbetti, segretario
provinciale della Federazione Italiana Medici Pediatri:
«Credo che tanto allarmismo sia eccessivo. Ritengo che si
debba trattare la questione con buon senso: se le risorse
fossero illimitate, sarebbe auspicabile una campagna a
tappeto per evitare tanti disagi e qualche problema serio.
Ma nella situazione in cui siamo, ritengo che debba
prevalere un ragionamento personale e familiare: in pratica,
non vaccinerei un bimbo che sta sempre a casa con genitori
che esercitano professioni non particolarmente esposte al
pubblico».
Nessun allarme, quindi: «La posizione della SIP si spiega
anche con la loro funzione: sono pediatri ospedalieri e il
loro timore è che, nell'eventualità di una ricomparsa
della Sar, sarebbe opportuno sgombrare il campo da qualsiasi
pericolo di errore o confusione. Ma Sars e influenza hanno
sintomi e sviluppo differenti, per cui le due situazioni non
sono sovrapponibili».
Rimane valido, quindi, l'invito dell'Asl: vaccinarsi sì, ma
se necessario.
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