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Varese - A convegno Asl e Università per parlare dei due pericoli dell'inverno prossimo: Sars e influenza
Una sentinella veglia sulla nostra salute

(26 settembre 2003) Il ritorno della Sars non deve più fare paura. La polmonite atipica che ha messo in ginocchio il sistema sanitario internazionale non sfuggirà più al controllo sanitario. Non che il virus sia stato imbrigliato o sia stato trovato un vaccino, molto più semplicemente la macchina faticosamente organizzata nei giorni della paura è ormai collaudata ed è sufficiente un minimo allarme per riavviare la rete di prevenzione. 
Anche Varese, con Malpensa, è in prima linea. Già nei giorni scorsi, la notizia di un nuovo caso di Sars ad Hong Kong aveva indotto il ministro Sirchia a ripristinare il cordone sanitario nello scalo del varesotto. 
Impegnati sono soprattutto il personale dell'Asl, del Dipartimento della Prevenzione e i sanitari dei Pronto Soccorso e dei reparti ospedalieri di malattie infettive. Per loro, è stato messo a punto un dossier che considera ogni aspetto dalla vicenda: dalle caratteristiche del virus, alle vie di contagio, con particolare riferimento alle precauzione da adottare. La maggior parte delle vittime del coronavirus, infatti, sono stati proprio i sanitari, maggiormente esposti almeno nei primi periodi dell'emergenza. 
Un ritorno della malattia non coglierà, quindi, più nessuno impreparato e anche i viaggiatori in Estremo Oriente potranno affrontare più sicuramente gli spostamenti nelle aree a rischio. 
Della preparazione degli enti sanitari territoriali si è parlato nel corso di un convegno organizzato dall'Università dell'Insubria, dove era ospite anche un esponente dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che ha spiegato le iniziative concordate per organizzare una rete di sentinelle.

Ma non si è parlato solo di Sars. Un'altra sfida impegnativa che si è proposta l'Azienda Sanitaria locale è la lotta al contagio dell'influenza.  Tra un mese circa partirà la classica campagna vaccinale. Destinatari sono soprattutto gli anziani e gli immunodepressi, persone già affette da patologie croniche (ad esempio respiratorie e cardiocircolatorie) suscettibili di complicanze a causa dell’influenza, ma anche il personale sanitario di ospedali e residenze sanitario assistenziali.
Obiettivo è quello di raggiungere almeno i due terzi della popolazione interessata. Per ottenere il risultato, verranno coinvolti anche i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta e distribuite circa 110.000 dosi di vaccino.
La scommessa voluta dalla direzione dell'Asl ha l'obiettivo di evitare complicazioni gravi ai pazienti e, conseguentemente, a contenere le ospedalizzazioni. Ma anche di evitare confusioni in caso di un ritorno del pericolo della Sars: i sintomi della polmonite atipica, almeno all’inizio, sono simili a quelli dell’influenza.
Ci attende un lungo inverno, ma a Varese ci si sente preparati ad affrontarlo.

sanita@varesenews.it


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