Varese
- L'Università
dell'Insubria ha organizzato un seminario dal titolo
"Vincere la balbuzie". Sarà illustrata una
tecnica, ideata negli Stati Uniti, che da oltre dieci anni
viene applicata con successo anche nel nostro paese
Un "sogno
cosciente" per battere la balbuzie
(19
settembre 2003) Almeno il 2% della popolazione mondiale è
affetta da balbuzie. Le difficoltà di espressione iniziano
a manifestarsi all'età di 4 anni ma è solo intorno agli 8
che si riesce a capire se si tratta di un difetto fisico o
emotivo.
Personaggi famosi ne sono rimasti vittima: da Napoleone a
Manzoni, da Darwin a Churchill a Marilyn Monroe. Nella
maggior parte dei casi il difetto ha ripercussioni gravi
sulla vita sociale e professionale, agendo sulla propria
autostima.
La balbuzie è conseguenza di un laringospasmo, cioè una
forte contrazione della muscolatura della laringe che regola
il grado di apertura delle corde vocali. La contrazione
impedisce la normale vibrazione delle corde creando la
disarmonica emissione dei suoni.
Esiste una tecnica riabilitativa, chiamata "Rêve
eveillè" (il "sogno da svegli"), importata
in Italia da due dottori dell'Istituto di Psicologia
Clinica: i professori Renzo Rocca e Giorgio Stendoro.
Si tratta di una metodologia che abbina la tecnica
fisiologica con un sostegno psicologico. Elemento
centrale è la continua interazione tra piccoli gruppi
di balbuzienti e di operatori con il fine di raggiungere
l'uso corretto della propria voce. La casistica legata a
questa tecnica evidenzia una percentuale di
"guarigione" nell'80% dei casi, indipendentemente
dall'età o dal contesto sociale del paziente, in un arco
temporale brevissimo: due o tre mesi.
Il metodo "Rêve eveillè" verrà presentato
lunedì prossimo, 22 settembre, nell'ambito di un seminario
che l'Università dell'Insubria ha organizzato a Villa
Toeplitz dalle 10.45. A presiedere i lavori il direttore
della scuola di specializzazione in psichiatrica Simone
Vender: «Sono molto interessato a questa tecnica. Ne ho
sentito parlare in termini entusiasmanti. Ho voluto, quindi,
organizzare un momento formativo perchè in Italia non ha
ancora avuto l'attenzione che merita».
Tra i relatori anche Giorgio Stendoro, direttore del
Dipartimento balbuzie dell'Istituto di Psicologia Clinica
Rocca-Stendoro.
|