Varese
- Parte un corso
di aggiornamento per operatori chiamati ad aiutare donne in
situazioni di grave disagio fisico o psicologico. Molte le
denunce anche nella nostra provincia
Seimila donne
maltrattate ogni anno. Ed è solo la punta dell'iceberg
(18
settembre 2003) Saper accogliere e sostenere una donna che
chiede aiuto è il primo passo verso il suo recupero. Con
questo fine, l'Associazione
Eos,
con sede in via Staurenghi 24, telefono 0332.231271, ha
organizzato, in collaborazione con l'Asl, un corso destinato
ad operatori per fornir loro strumenti e conoscenze
appropriate al fine di stabilire
una migliore comunicazione con le donne maltrattate,
violentate od in situazione di grave disagio.
«Il corso ha avuto una risposta eccezionale - spiega
Gabriella Sberviglieri, socia fondatrice di Eos - Avevamo
posto un limite di cento persone e così abbiamo dovuto dire
di no ad almeno 50 richieste. Abbiamo, quindi, pensato di
ripetere l'esperienza nel febbraio prossimo»
Cinque
gli incontri che si svolgeranno dal prossimo venerdì 19
settembre al padiglione Monteggia di via Rossi. Nel primo si
inquadrerà il fenomeno: «Nel nostro centro, operativo dal
'98 - abbiamo una media di 60 richieste all'anno. Ed è solo
la punta dell'iceberg, perchè quando decidono di rivolgersi
ad estranei sono veramente allo stremo. Quella della
violenza è una piaga che non conosce distinzione di età,
classe sociale o culturale. È più frequente nelle donne
che non hanno un'indipendenza, mentre chi ha autonomia
denuncia soprattutto maltrattamenti psicologici».
Interessati
al ciclo formativo sono soprattutto gli
assistenti sociali dei Comuni della provincia di Varese, gli
operatori dei Consultori, gli operatori scolastici, le Forze
dell’Ordine ed i medici di famiglia, soggetti interessati
ad affrontare un fenomeno in evidente crescita: «I
consultori della provincia ricevono almeno 6000 richieste
d'aiuto l'anno. La situazione, inoltre, sta peggiorando
ultimamente con il crescente carico di lavoro derivante da
donne extracomunitarie che portano esperienze nuove legate
alla loro differente cultura. Un fenomeno che imporrà anche
a noi di riqualificarci».
Compito delle oltre venti volontarie di Eos è quello di
accogliere le donne in difficoltà, ascoltarle ed
individuare con loro un percorso che le porterà a
sviscerare il proprio dramma per superarlo. In questa
attività sono coadiuvate da esperti: psicologi, medici ma
anche avvocati. «Per uscire dalla propria esperienza, una
donna deve fare appello alle sue forze. E solo dopo che si
è identificato il problema si trova la forza di
combatterlo».
Al
primo appuntamento di venerdì 19 settembre interverranno
Elisa Ercoli, responsabile del Centro antiviolenza del
comune di Roma; Anny Baldry, psicologa e criminologa;
Rosalba Taddeini psicofisiologa e coordinatrice ricerche
Differenza donna.
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