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Varese - Ricorre la Giornata Mondiale della Sordità. In Europa si stima che siano oltre 22 milioni le persone che gravi handicap uditivi
L'Europa vuole sconfiggere la sordità. Varese in prima linea

(1 settembre 2003) Ricorre oggi la Giornata Mondiale della Sordità. Un momento per riflettere sulle conseguenze di una delle malattie più diffuse le cui cause sono al 50% genetiche e al 50% provocate da infezioni dell'orecchio, come l'otite (la maggiore causa di perdita temporanea dell'udito, soprattutto nei bambini). La volontà dell'Europa di considerare la sordità una delle priorità parte dalla considerazione che a chiedere aiuto non è nemmeno la metà di coloro che ne soffrono: appena 9 milioni su 22 milioni e mezzo (il 6% della popolazione complessiva).
Nel nostro continente un bambino su 22 ha problemi di udito, uno su mille una sordità profonda e si stima che siano almeno un milione i bambini sordi o con gravi problemi di comunicazione. 
In Italia i numeri sono altrettanto allarmanti: sono almeno 50.000 i sordi gravi invalidi, di cui 3588 in età pediatrica, e di questi 526 risiedono in Lombardia.  
A Varese, all'ospedale di Circolo, è attivo da oltre un decennio il Servizio di Audiovestibologia diretto da Sandro Burdo (nella foto sopra). Dal 1992, in cui venne effettuato il primo intervento su un bambino sordo, sono state 334 le persone che si sono affidate all'equipe chirurgica varesina . I pazienti, soprattutto in età pediatrica, hanno avuto un'età variabile da 11 mesi a 82 anni. Il dottor Burdo è sostenitore degli impianti cocleari, altresì noti come orecchio bionico, che applicano una tecnologia biomedica in grado di permettere l'adeguata stimolazione del nervo acustico in caso di sordità profonda o totale. L'apparecchio consta di due parti: una esterna e una interna inserita chirurgicamente dell'osso temporale.
In base a studi comparati, il dottor Burdo ha dimostrato che la tecnica biomedica permette un risparmio notevole rispetto alle protesi acustiche sia dal punto di vista chirurgico sia da quello riabilitativo ed educativo.

Per il responsabile del servizio di Audiovestibologia è importante la tempestività nell'intervento: i maggiori benefici spettano ai bimbi sordi congeniti impiantati prima del terzo anno di vita, a quelli in età scolare ma con residui uditivi sfruttabili con le protesi acustiche e a pazienti, grandi e piccoli, con sordità acquisita di recente.
In Europa, sono almeno la metà le persone che avrebbero bisogno di un supporto uditivo. Una situazione che impone un notevole sforzo economico in termini di sanità, considerando che il costo stimato di un anno di cure e assistenza per i non udenti è complessivamente di 78 miliardi di euro, pari a 3.500 euro a paziente. 

sanita@varesenews.it


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