Varese
- La denuncia dei
familiari di un malato terminale mette in luce un difetto
del sistema di assistenza: sul territorio nessun hospice ha
ottenuto l'accreditamento
Il Tribunale del
Malato denuncia: «Per i malati oncologici non esistono
strutture»
(9
ottobre 2003) Riceviamo
e pubblichiamo
Facendo
seguito ad una segnalazione ricevuta negli scorsi giorni da
una famiglia del saronnese un cui congiunto sarebbe malato
terminale, i volontari del Tribunale per i Diritti Del
Malato con la coordinatrice regionale Giuseppina Moracci
hanno rilevato e appurato come nell’ambito territoriale di
competenza della Asl di Varese non esiste un programma
specifico di terapia del dolore né un protocollo
terapeutico per l’assistenza a domicilio mirata. Secondo
la coordinatrice Moracci, il problema starebbe nell’inoperatività
degli hospice, strutture specializzate previste da una
delibera regionale e a tutt’oggi non ancora operative, a
fronte di un orientamento, subito applicato, per gli
ospedali locali per limitare la degenza al periodo acuto
della malattia. Ciò significherebbe che alla dimissione non
esistono programmi specifici per i malati terminali, che
necessitano in via principale di una assistenza "ad
hoc". Diversamente, in altre realtà territoriali
esisterebbero precisi protocolli per i pazienti oncologici
dimessi. Per il Tribunale Per I Diritti Del Malato per
questi casi non resterebbe dunque che "l’assistenza
generica di persone di buona volontà; una situazione che
merita al più presto un intervento tempestivo da parte
degli organismi competenti».
La
conferma è giunta anche dall'Asl: nessun hospice ha ancora
completato l’iter per ottenere l’accreditamento e
divenire operativo. Nessun hospice, quindi, esiste al
momento ufficialmente nel territorio di riferimento, e la
determinazione della terapia per il malato terminale resta
affidata al clinico ospedaliero.
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