Varese
- In un
comunicato, il Varese Social Forum Sanità commenta l'arrivo
in città del Bus tour
«Dopo
la chiusura dei servizi pubblici, i disabili potranno solo
salire sul bus tour»
(31
ottobre 2003) Riceviamo
e pubblichiamo
Lunedì 3-4 e 5 Novembre a
Varese si svolgeranno delle iniziative, nell’ambito dell’anno
europeo delle persone con disabilità, intitolato Bus Tour.
Queste iniziative in carta patinata hanno il solo scopo di
nascondere l’ obiettivo di ghettizzare le persone che non
sono produttive, scaricando il peso dell’assistenza alla
sola famiglia. Le iniziative diventano quindi delle
passerelle per illustri personaggi ( il Ministro Maroni,
ecc.), al fine di portare avanti la campagna di
disinformazione che serve per acquisire il consenso
sufficiente per continuare la demolizione dello stato
sociale. Infatti in questi ultimi anni, in linea con quanto
viene deciso dal Governo e dalla Regione Lombardia, in
Provincia di Varese le istituzioni pubbliche (Provincia,
Comuni, ASL , ecc.), stanno facendo la loro parte nel
demolire a tutti i livelli la rete di servizi pubblici nati
per garantire un’ assistenza sanitaria e sociale per
tutti, così come prevede la nostra ormai bistrattata
costituzione.
Ecco i regali che il
governo italiano e le istituzioni locali hanno confezionato
per i disabili: l’attuazione della riforma Moratti ha
ridotto il numero degli insegnanti di sostegno all’interno
delle classi scolastiche, ora più numerose; l’ottenimento
delle pensioni per gli invalidi diventerà sempre più
difficile, un vero percorso ad ostacoli, oltre a norme più
restrittive, la nuova finanziaria prevede una maggiore
difficoltà (tempi, costi …) a ricorrere nel caso in cui l’assegno
venga negato; a livello regionale, la mancata attuazione dei
Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sta scaricando sui
comuni le spese di molti ricoveri cui la sanità non
provvede più per intero (psichiatrici, disabili gravi, …):
le rette a carico dei familiari sono così alte che alcune
famiglie hanno rinunciato all’assistenza presso strutture;
sappiamo di famiglie in lista di attesa presso centri
riabilitativi territoriali per minori, cui la ASL di Varese
non dà il benestare per il ricovero per problemi di budget;
sempre la ASL varesina, reduce dall’aver ceduto la
gestione dei CSE di Luino e dei servizi di inserimento
lavorativo dopo anni di esperienze positive, sta per
lasciare anche la gestione dei CSE di Saltrio e Cuasso al
Monte. La comunità Montana sta appaltando il servizio ai
privati ad un costo così basso da far temere per la
qualità delle prestazioni: preoccupazione più che
legittima visto che ha rifiutato di assumere il personale
educativo attualmente in servizio. Ciò pregiudicherà la
continuità educativa. L’ASL, da parte sua, non ha ancora
comunicato nulla circa il destino lavorativo degli educatori
in servizio da parecchi anni, né ha fatto sapere nulla
circa il futuro dei servizi territoriali per disabili
(nuclei zonali handicap) che si teme vadano a scomparire,
come già i SIL e le unità di valutazione geriatria; le
nuove politiche regionali “leggere” vorrebbero
restituire “centralità alla famiglia”: di qui nascono i
contributi economici sostitutivi di servizi. La famiglia del
disabile che resterà a casa riceverà un assegno. Il
risultato è che l’amministrazione pubblica risparmia, ma
la qualità di vita del soggetto disabile non sarà certo
migliore; in compenso le prestazioni socio sanitarie offerte
a domicilio andranno assottigliandosi, sia per la politica
dei vouchers – che immetterà sul mercato anche operatori
di pochi scrupoli – sia per le limitazioni imposte dalla
ASL (per esempio, non più di 2 cicli di riabilitazione all’anno
a domicilio per il disabile, indipendentemente dal livello
di gravità).
In conclusione si vuole
scaricare la responsabilità di occuparsi dei disabili sulla
sola famiglia e in particolare sulle donne, costringendole a
rimanere ai margini della vita sociale, peggiorando la già
difficile condizione familiare. L’impossibilità di poter
lavorare delle donne e le cifre ridicole previste per l’assistenza
a domicilio fanno sì che la prospettiva sia quella di
ingrossare le fila dei nuovi poveri.
VARESE SOCIAL FORUM RdB/CUB FORUM DELLA SALUTE
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