Varese
- Un centro
d'eccellenza di richiamo internazionale. La clinica
ostetrica e ginecologica dell'ospedale di Circolo attira
pazienti da tutto il nord Italia. Ma tanta fama costa...
In sala parto con
tanta passione e 5000 ore di straordinario
(27
ottobre 2003) È il reparto che la maggior parte dei
varesini ha ne cuore. È venuto al mondo nella sua sala
parto e ha emesso i primi vagiti nei suoi corridoi. Da
quando, poi, l'ospedale di Circolo ha assorbito il Del
Ponte, la percentuale dei residenti nati nell'azienda
ospedaliera sale verticalmente. E il giudizio d'affetto
rimane immutato. (
nella foto il professor Ghezzi sulla destra insieme al
direttore della clinica professor Pierfrancesco Bolis)
Tanta riconoscenza però, è bene dirlo, è ben presente a
quanti lavorano nel reparto della clinica di ginecologia e
ostetricia del Circolo: «Siamo tredici medici, sette
strumentiste di sala operatoria, 20 ostetriche e 14
infermieri - spiega Fabio Ghezzi, professore associato della
Clinica – i medici hanno, tra tutti, almeno 5000 ore di
straordinario non retribuito. In questo modo, però, ogni
anno assicuriamo 24.000 prestazioni ambulatoriali, seguiamo
oltre 500 pazienti negli ambulatori ostetrici, assistiamo a
1400 parti. Nell’ultimo anno abbiamo aumentato del 30%
l'attività chirurgica, siamo stati accreditati come centro
di riferimento zonale di microchirurgia ginecologica dalla
Società di Endoscopia Ginecologica Italiana».
Un
elenco di attività impressionante, soprattutto se si pensa
che soltanto 10 anni fa non c'era praticamente nulla e
l'attaccamento della cittadinanza era solo di tipo
sentimentale. Oggi, dati alla mano, Varese ha un centro
universitario di ginecologia di eccellente livello, che
richiama pazienti anche da fuori provincia: «La mole
crescente di lavoro ci ha obbligato a qualche rinuncia -
spiega Ghezzi - Noi abbiamo scelto di seguire e sostenere il
pubblico e così assicuriamo e garantiamo assistenza a tutte
le pazienti che si rivolgono ai nostri 26 ambulatori
specialistici. Ogni donna viene seguita dallo stesso medico
e tutti gli esami necessari le vengono forniti dalla
struttura in regine di servizio sanitario nazionale. Ciò,
però, ci ha obbligato a non accettare richieste di esami
diagnostici per donne in attesa seguite privatamente.
Garantiamo a tutte le future mamme l'ecografia della
dodicesima settimana, perchè possiamo informare le pazienti
dell'esistenza del servizio pubblico, ma negli altri casi
abbiamo dovuto porre un freno assicurando
alle nostre pazienti un'assistenza precisa e, soprattutto,
puntuale. Ovviamente offriamo un servizio di consulenza
continuo sia ostetrico che ginecologico a qualsiasi medico
privato ne abbia necessità».
Se l'ostetricia fa la parte del leone, grandissimo impegno
richiede anche la ginecologia: «Come dicevo abbiamo
effettuato ben 24.000 prestazioni in un anno, 4000 in più
dei limiti imposti dalla Regione. E questo surplus lo
abbiamo erogato in modo gratuito. Tutti noi: medici,
infermieri, ostetriche e strumentiste».
La clinica ginecologica universitaria effettua interventi di
microchirurgia cosiddetta "benigna" , come
l'asportazione di cisti ovariche, e "oncologica",
uno dei pochissimi centri in
Italia. Complessivamente vengono eseguite oltre 600
operazioni di chirurgia maggiore ogni anno.
Ma sono soprattutto le liste d'attesa a far capire l'impegno
del personale della clinica: gli interventi di oncologia
vengono trattati immediatamente, per quelli in endoscopia
l'attesa è inferiore a 4 settimane, le operazioni minori
vengono espletate nel giro di tre mesi.
«La nostra clinica ha puntato molto sul
"pubblico": sappiamo e vogliamo essere al servizio
della collettività. Crediamo che sia un servizio essenziale
che non tutti potrebbero permettersi se fosse a pagamento».
Idealisti? speriamo di no! Per il bene della nostra
sanità.
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