Varese
- L'Azienda ospedaliera in difficoltà dopo il rifiuto
dei 53 infermieri assunti di andare nelle sedi periferiche.
Rotasperti propone i benefit
Gli
infermieri rifiutano Luino e Cuasso
(17
ottobre 2003) Cinquantatre nuovi infermieri a tempo
indeterminato, ma per Luino e Cuasso (nella
foto) nessun
vantaggio. Per la direzione generale dell'azienda
ospedaliera di Circolo una nuova gatta da pelare: da una
parte due presidi in emergenza per la carenza di personale,
dall'altra la Comunità Montana arrabbiata per l'agonia
degli ospedali di riferimento.
La questione è annosa e non recente. La vicinanza con la
Svizzera penalizza il Confalonieri che si vede sottrarre
personale da strutture elvetiche molto più generose. Il
centro d'eccellenza riabilitativo sul "cucuzzolo"
della montagna affascina ma per un periodo limitato. A nulla
valgono le case di proprietà del Macchi a Cuasso che
vengono date al personale: dopo un po' di tempo, i giovani
hanno bisogno del "calore" delle città e se ne
vanno.
E
così è successo anche nell'ultima tornata di assunzioni:
43 lavoratori che sono passati a tempo indeterminato e dieci
nuovi ingressi. A nessuno è piaciuta l'idea di essere
mandato in periferia. Pare che il poco "appeal" di
Luino sia legato al caro affitti: non esistono convenzioni
per avere case a prezzi agevolati e i costi sono veramente
fuori portata. Così sembra che la Direzione generale abbia
deciso di rivolgersi direttamente all'amministrazione per
trovare la soluzione al problema.
«Stiamo cercando una soluzione di concerto con i sindacati
- spiega il direttore generale Roberto Rotasperti - Dobbiamo
individuare dei "benefits" che rendano più
allettante il trasferimento. Noi abbiamo bisogno di
personale per riaprire i posti letto attualmente chiusi».
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