Congresso Nazionale ACP
10-12 0ttobre 2003
La vaccinazione contro l’influenza
Giorgio Bartolozzi, Firenze
E’ ormai accertato che durante le epidemie d’influenza si verifica un brusco aumento delle visite per i soggetti al di sotto dei 15 anni, insieme a un aumento, altrettanto rapido del consumo di farmaci (anti-infiammatori non steroidei e antibiotici), di assenze dalla scuola (non è raro in una classe siano presenti all’acme dell’epidemia meno del 20% dei bambini), di ammissioni in ospedale per l’insorgenza di complicanze, soprattutto a carico delle vie aeree e un incremento nel numero delle morti (valutato come un eccesso in confronto al periodo al di fuori dell’epidemia).
2) Quali sono i sintomi d’influenza nel bambino ?Spesso l’influenza si presenta nel bambino con febbre
elevata, senza segni di sofferenza d'organo o d'apparato; il quadro clinico è
caratterizzato da una notevole aspecificità.
E’ possibile affermare che la specificità dell’influenza nel bambino sta
nella sua aspecificità.
Tabella 3 – Segni e sintomi d’influenza, a seconda dell’età (Cox N.J. et al., Lancet 1999, 354:12377-82)
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Gruppi d'età |
Segni e sintomi |
Percentuale sul totale degli ammalati |
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Bambini |
Otite media |
19% |
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Bambini e adulti |
Faringite |
64% |
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Adulti |
Artralgia |
42% |
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Adulti e anziani |
Produzione d'escreato |
39% |
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Anziani |
Dispnea |
55% |
I bambini in età inferiore a un anno sono ospedalizzati per malattia attribuibile all’influenza con una frequenza simile a quella dei soggetti adulti ad alto rischio; dopo quest'età, pur diminuendo progressivamente, nei primi 5 anni di vita essa rimane superiore a quella presente nei soggetti fra 5 e 15 anni. Un bambino di meno di 6 mesi ha circa 25 volte più probabilità di ricoverarsi per complicanze influenzali di un bambino fra 5 e 15 anni
Il bambino è una fonte di diffusione del virus ? è l’"untore" ?
Tutti abbiamo toccato con mano che il bambino, che frequenta l’asilo
nido o la scuola materna o la scuola elementare, introduce l’infezione
influenzale nella famiglia, nella quale a breve distanza si ammalano gli adulti.
Una prova indiretta è stata raccolta in Giappone.
Esistono fondamentalmente due tipi di vaccino contro l’influenza:
In commercio in Italia si trovano 3 tipi di vaccino inattivato:
Nel bambino vanno usati unicamente i vaccini split o subunità, perché meno reattogeni del vaccino intero, che può essere usato nell’adulto e nell’anziano.
9) Quali ceppi sono presenti nel vaccino ?Tutti i vaccini debbono contenere due ceppi di virus
influenza A e 1 ceppo di virus influenzale B, in quantità di 15 µg per
ciascuno, secondo le indicazioni OMS, ricavate dalla rete di laboratori di
sorveglianza, estesa a tutto il mondo.
Su uno dei numeri della Gazzetta Ufficiale della fine di settembre comparirà la
composizione del vaccino della campagna 2003-2004, insieme ai decreti
d'autorizzazione per l’immissione in commercio delle specialità medicinali.
Tabella 3 – Schema della vaccinazione antinfluenzale (Circolare Ministeriale n.8 del 31 maggio 2001)
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Età |
Tipo di vaccino |
Modalità di somministrazione |
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Da 6 a 36 mesi |
Split o subunità |
0,25 mL (1 dose da bambini o mezza dose da adulti), da ripetere dopo un mese per chi venga vaccinato per la prima volta, per via intramuscolare |
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Da 3 a 12 anni |
Split o subunità |
O,5 mL, da ripetere dopo un mese per chi venga vaccinato per la prima volta, per via intramuscolare |
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Oltre i 12 anni |
Split, subunità o intero (FU) |
1 dose da 0,5 mL, una sola volta, per via intramuscolare |
L’azione preventiva del vaccino sarà tanto maggiore quanto più il virus responsabile dell’epidemia sarà identico a quello con il quale è stato preparato il vaccino (Poland G.A., Influenza World Congress, Liegi, 2000).
11) Esistono nuovi adiuvanti, oltre l’idrossido o il fosfato di alluminio ?Da qualche anno sono stati preparati due nuovi adiuvanti che hanno potenziato l’attività immunogena del vaccino inattivato del 20-40%. I due adiuvanti, usati per il vaccino dell’influenza sono:
12) Quali caratteristiche ha il vaccino vivo attenuato per spray nasale ?
Il vaccino vivo attenuato, da usare per via
nasale, è stato a lungo studiato nei Paesi del blocco sovietico, mediante la
creazione di virus mutanti, adattati al freddo, senza mai ottenere una
stabilità genetica tale da permetterne l’uso corrente nell’uomo.
Di recente negli USA sono state ottenuti ceppi geneticamente stabilizzati che
sono risultati immunogeni, non trasmissibili, di prezzo contenuto (da un uovo
embrionato si possono ottenere 6 dosi di vaccino vivo, mentre per ottenere una
sola dose di vaccino inattivato sono necessarie molte uova).
Per avere in commercio in Italia questo vaccino è necessario
aspettare ancora un anno: esso sarà probabilmente a disposizione nella stagione
influenzale 2004-2005.
L’incidente occorso alla vaccinazione contro i rotavirus ha
reso necessari molti più controlli, per cui ne è stata ritardata l’immissione
in commercio da parte della FDA.
13) Cosa concludere ?
Non vi è dubbio che i bambini rappresentano una categoria a
rischio; essi inoltre, al di sotto dei 15 anni, rappresentano il 40% dei
soggetti che si ammalano d’influenza ogni anno. Essi sono inoltre i principali
diffusori del virus.
Sia l’ACIP che l’Accademia Americana di Pediatria hanno consigliato di
vaccinare annualmente contro l’influenza tutti i soggetti sani in età
inferiore ai 2 anni (Pediatrics 2003, 111:212-6) e tutti i soggetti in età
superiore ai 6 mesi che presentino fattori di rischio.
In Italia, al momento attuale disponendo solo del vaccino inattivato, dovremmo
aggiungere due-una iniezione all’attuale calendario delle vaccinazioni, già
molto affollato e ricco di nuovi candidati (varicella, pneumococco, meningococco
gruppo C).
Pertanto per ora è ragionevole limitare la vaccinazione ai gruppi a rischio.
E’ evidente che quando potremo disporre del vaccino vivo attenuato per spray
nasale, l’indicazione alla vaccinazione contro l’influenza va riconsiderata.
14) Quali sono le categorie a rischio?
Medici, infermieri e altro personale degli ospedali, dei nidi e delle scuole materne; soggetti appartenenti a famiglie con pazienti ad alto rischio; soggetti con età superiore ai 65 anni; e tutti i soggetti affetti da malattie croniche cardio-polmonari; malattie congenite o acquisite con immuno-compromissione (HIV-1); malattie linfo proliferative e neoplasie, diabete mellito e malattie del metabolismo, sindromi da malassorbimento intestinale, frequenti ospedalizzazione per qualsiasi causa, soggetti in trattamento prolungati con aspirina o sottoposti a a terapia immuno-soppressiva.