Varese
- Dopo la chiusura
della terza chirurgia al Del Ponte, è aumentata l'attività
in day surgery. Le liste d'attesa si sono assottigliate ma
per infermieri e strumentisti il carico di lavoro si è
moltiplicato
Del Ponte: aumenta
l'attività di day surgery, ma il personale è al
limite
(6
novembre 2003) Ha chiuso la terza chirurgia ma le sedute
operatorie sono rimaste invariate. In compenso sono state
ridotte le liste d'attesa. È questa la situazione che la
direzione sanitaria dell'ospedale di Circolo ha presentato a
distanza di qualche mese dalle polemiche innescate dal
pensionamento del primario di chirurgia Gatta e dalla
chiusura della terza chirurgia di stanza al Del Ponte.
«Quegli spazi operatori sono stati sostituiti da sedute di
Day Surgery, una necessità richiesta dalle altre due unità
chirurgiche del Circolo - spiega Stefano Zenoni, direttore
sanitario - questa organizzazione ci ha permesso anche di
diminuire i ricoveri impropri». A usufruire delle nuove
possibilità emerse con la cancellazione della terza unità
di chirurgia sono state , oltre a chirurgia uno e due,
ortopedia, che effettua interventi alla mano e presto anche
al ginocchio in artroscopia, urologia e odontostomatologia.
La chirurgia uno nelle due sedute settimanali riesce ad
intervenire su almeno 10 pazienti, le persone in lista
d'attesa sono 146 e aspettano per un periodo medio che va
dai 130 ai 150 giorni. Chirurgia due, sempre con due sedute
alla settimana, effettua 10 interventi, la lista di attesa
prevede 55 pazienti e i tempi sono di 40/60 giorni. Gli
interventi di ortopedia alla mano vengono effettuati il
martedì: sono almeno 6 i pazienti che "finiscono"
sotto i ferri e l'attesa si aggira sui 3 mesi. Per gli
interventi al ginocchio i tempi si accorciano a due mesi, e
i pazienti operati al venerdì sono 5. Infine, il
professor Bono di urologia il martedì riesce ad
effettuare cinque interventi in day surgery cosicché
l'attesa si aggira sui 30 giorni.
Dal 9 settembre scorso, quindi, sono stati trattati
complessivamente 224 pazienti che si vanno a sommare al
carico di lavoro ordinario di ginecologia: «In effetti si
tratta di un aumento di carico per il personale di sala
operatoria - spiega Zenoni - anche se il numero delle sedute
rimane invariato». Un'operazione di lunga durata è
paradossalmente meno stressante di tante piccole operazioni:
a sopportarne il carico, però, è sempre lo stesso
personale. Colpa della crisi del settore, colpa della fuga
di infermieri, colpa della demotivazione: il rischio è ,
comunque, quello di perdere qualità e, piano piano, di
veder sparire le eccellenze che l'ospedale di Varese si è
conquistato negli anni.
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