Varese
- L'Asl organizza
un ciclo di incontri aperti sul tema della sieropositività.
La nostra provincia è al decimo posto in Italia per casi
conclamati
"Affetti
collaterali": tre serate per difenderci del pericolo
Aids
(7
novembre 2003) Tre
incontri pubblici a Varese, organizzati dall’Azienda
sanitaria locale per imparare a familiarizzare con il virus
dell’aids e dunque per potersene difendere, in una
provincia che si colloca al decimo posto in Italia per tasso
d’incidenza, con 1.671 casi di cui 1.564 di varesini
residenti ed al quarto in Lombardia. Le serate sono in
programma presso il Salone Estense di Varese il 13 e 27
novembre ed il 3 dicembre. Si tratta d’appuntamenti
aperti a tutta la popolazione varesina e non solo a
quanti più strettamente coinvolti dalla
sieropositività. Promosse dal Dipartimento delle dipendenze
dell’Asl di Varese, saranno coordinate dallo psichiatra
Paolo Rigliano.
Il primo incontro, giovedì 13 novembre con inizio
alle ore 21, avrà per titolo ‘’Amare a rischio?
Confrontarsi col rischio, rischiare il confronto?’’, ed
esplorerà quali forme d’incontro saranno possibili
per chi è affetto da hiv e per chi si trovi a vivere la
propria affettività e sessualità nell’era in cui l’aids
è presente. Interverranno Maria Grazia Randone sessuologa,
Margherita Graglia psicoterapeuta.
Giovedì 27 novembre gli esperti Fabrizio Storace
psichiatra e Massimo Oldrini della Lila di Milano
dialogheranno sul tema ‘’Prendersi cura, relazioni che
aiutano, persone che curano’’ per parlare di vecchie e
nuove terapie.
L’ultimo appuntamento mercoledì 3 dicembre
aiuterà a considerare cosa l’hiv e l’aids rappresentano
come sollecitazione dei meccanismi di difesa individuale e
collettivi.‘’Con senso e con giudizio. Incontri,
emozioni, diversità’’ vedrà la partecipazione di Guido
Tallone, filosofo del Gruppo Abele.
‘’Affetti collaterali’’, questo il titolo che unisce
le tre serate, vuole giocare non solo con l’idea che
effetto collaterale delle buone terapie per l’hiv è
proprio il silenzio sceso sulla prevenzione e sulla cura
dell’aids ma anche con l’idea che le emozioni ovvero gli
affetti anche in questa esperienza, come in tutte quelle
della vita, hanno un ruolo decisivo nell’orientare
comportamenti, pensieri ed atteggiamenti. Riportando al
centro, sotto la lente della riflessione e della conoscenza
questi affetti/emozioni, si avranno forse più comportamenti
e persone responsabili e meno vittime dell’infezione.
Ultimamente, infatti, a cadere nella rete della malattia
sono sempre più spesso persone che scelgono rapporti a
rischio, non protetti. Al contrario, tra i tossici
dipendenti, il tasso di siero positività diminuisce. Dieci
anni fa il 70% dei casi d’aids in provincia di Varese
erano legati alla tossico dipendenza. Alla fine dello scorso
anno il 38% era causato da rapporti eterosessuali, il 17% da
rapporti omosessuali e il 37% dalla droga. La trasmissione
sessuale è adesso la prima causa di diffusione del virus.
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