Busto Arsizio
- Un
viaggio della speranza per un bambino di cinque anni,
"adottato" dall'associazione A.C.I.S.S., attiva a
Mogadiscio
Dalla Somalia a Busto
per capire come mai Mohammed non cammini
(11
novembre 2003) Un bimbo di cinque anni che non cammina. Si
muoveva senza problemi fino a due anni fa. Poi è successo
qualcosa e oggi non si regge più sulle gambe. Cosa è
successo? Nessuno sa dirlo. Ci proverà l'equipe pediatrica
del dottor Giorgetti, che dirige il reparto all'ospedale di
Busto Arsizio. Qui, il 27 novembre arriverà il piccolo
Mohammed, proveniente dalla Somalia, per iniziativa dell'A.C.I.S.S.,
Associazione per la Cooperazione Internazionale Socio-
Sanitaria. Artefice del viaggio della speranza è un medico
di base di Gallarate, Luigi Parassoni (nella
foto in piedi insieme al direttore generale Zoia),
che nel 2001, dopo una visita del ministro della sanità
somalo, sposò la causa di questo popolo ormai stremato
dalle guerre intestine: «È una realtà drammatica - spiega
Parassoni - il paese è retto da un governo di transizione.
A Mogadiscio bisogna stare molto attenti: nella capitale
somala io mi muovo con la scorta e conosco esattamente dove
posso andare. La nostra associazione ha ottenuto la
protezione del governo e questo ci rende sicuri. Ho deciso
di dedicare le mie forze ed energie alla gente di Mogadiscio
perchè ritengo abbiano un futuro. Non devono essere
abbandonati».
Parassoni
a Mogadiscio si appoggia all'associazione "Un Birdie
per la vita" sorta per volontà dell'ex campione di
golf Costantino Rocca
(nella foto insieme ad alcuni bambini)
che in Somalia ha avviato la "cittadella della
vita" con un ambulatorio, che visita giornalmente 40
persone, a cui presto si aggiungeranno un orfanotrofio, per
dare un tetto ad almeno 30 bambini, un centro culturale e un
polo produttivo.
«Mohammed è per noi la prima di una lunga serie di
operazioni benefiche - si augura il medico gallaratese -
abbiamo dovuto superare moltissime difficoltà burocratiche
dovute proprio alla particolare situazione somala».
Il piccolo Mohammed, infatti, per arrivare sino a Busto ha
dovuto far fronte a non poche difficoltà: prima fra tutte
arrivare clandestinamente a Nairobi, dove ha sede
l'ambasciata italiana e farsi vedere da un medico per
l'autorizzazione al viaggio. Ora dovrà ripercorrere lo
stesso tragitto per poter arrivare nella capitale keniana ed
imbarcarsi su un volo dell'East African Safari Air che gli
ha regalato il viaggio. Accanto a lui sarà il padre che,
nei giorni di degenza, rimarrà vicino al suo piccolo grazie
all'ospitalità della casa gestita dalla parrocchia di San
Giuseppe destinata proprio ad accogliere i parenti dei
ricoverati.
I
medici visiteranno Mohammed fino al prossimo 7 dicembre, la
situazione è, infatti, totalmente ingarbugliata : secondo
il padre il piccolo è rimasto paralizzato dopo una caduta
dalle braccia della madre, secondo il medico che lo ha in
cura, invece, la paralisi è una conseguenza dell'epilessia
manifestatasi dopo una febbre altissima. I farmaci
somministrati fino ad oggi, però, non sono serviti a nulla
e la mancanza assoluta di apparecchiature diagnostiche hanno
impedito ogni intervento su questo piccino.
L'incontro con il dottor Parassoni potrebbe cambiargli la
vita, come il suo arrivo potrebbe essere il primo di una
lunga serie di viaggi della speranza a firma A.C.I.S.S.
Chi
volesse contribuire alla causa di A.C.I.S.S. può
sottoscrivere una delle "azioni della speranza"
del valore di 20 euro mensili. Attraverso il sito sarà
possibile seguire direttamente ogni attività
dell'associazione e l'utilizzo delle somme raccolte. Per
saperne di più si può visitare il sito www.aciss-onlus.it.
Per conoscere le molteplici attività di "Un birdie per
la vita" è possibile accedere al sito
www.birdieperlavita.com
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