Varese
- Il diessino
Marantelli scende in campo per il cantiere del nuovo
ospedale. La città merita di essere coinvolta di più».
Forse ad una svolta l'impasse dei lavori: offerti due siti
vicino a Malpensa pronti ad accogliere la terra di scavo
Un comitato di saggi
vigili sul cantiere dell'ospedale
(9
maggio 2003) Un comitato di saggi per il nuovo ospedale di
Varese. Un tavolo composto da personalità del mondo
imprenditoriale, sociale e politico che consideri le istanze
di modifica al progetto iniziale che giungono, alla luce
della disponibilità finanziaria e dell'agenda dei lavori.
L'ultimo intervento in ordine di tempo sul cantiere di via
Guicciardini è del consigliere regionale dei DS Daniele
Marantelli, da dieci anni impegnato per vedere realizzata in
città una nuova struttura ospedaliera.
Il
ritardo accumulato dai lavori di scavo, i problemi di
smaltimento del terreno, le istanze avanzate dal mondo
accademico da tempo hanno fatto scattare l'allarme a tutti i
livelli istituzionali e politici.
Daniele Marantelli ha presentato una mozione in cui si
chiede alla giunta regionale di promuovere un incontro
urgente con la direzione dell'azienda ospedaliera per far
luce sulla situazione. In particolare, si chiede di
impegnare Villa Tamagno a garantire la copertura finanziaria
per ogni variazione apportata all'iniziale progetto e il
rispetto dei tempi. Marantelli propone, inoltre, che
il comitato di saggi funga, soprattutto, da collegamento tra
l'ospedale e la città sia dal punto di vista del
reperimento di eventuali finanziamenti sia per risolvere
eventuali disguidi o problemi che potrebbero sorgere, come
quello che sta assillando attualmente la cooperativa 4C,
vincitrice dell'appalto, alla ricerca di una zona di
smaltimento della terra di scavo più vicina dell'attuale
destinazione localizzata ad Oleggio. Proprio di questi
giorni la notizia che sul tavolo della cooperativa sono
giunte due offerte di terreni collocati in zona Malpensa,
disponibili a ricevere la terra di scavo a costi anche
inferiori a quelli preventivati dalla 4C, terra giudicata
sfruttabile in agricoltura e che solo in piccolissima parte,
50 metri cubi su 200.000, ha evidenziato presenza di
idrocarburi. Le soluzioni potrebbero già concretizzarsi nei
prossimi giorni allentando la tensione che oppone Direzione
dell'azienda ospedaliera e cooperativa.
«Per
quanto riguarda la costituzione di un comitato di saggi -
replica il direttore generale della Fondazione Macchi
Roberto Rotasperti - la proposta non mi può che far
piacere. Anch'io sostengo la necessità di aver un
interlocutore territoriale che si faccia interprete delle
aspettative e delle esigenze della cittadinanza, molto
legata al suo ospedale».
Per Marantelli, la vicenda del cantiere di Varese potrebbe
essere un terreno fertile per sperimentare modelli diversi
da quelli previsti dalla legge regionale 31, con un ruolo
integrato tra i vari livelli istituzionali, sociali,
politici e ospedalieri per dirigere opere di così alto
interesse. «Si deve controllare che non si perdano
professionalità e mezzi che rendono la nostra sanità
d'eccellenza. L'attuale modello sanitario sta penalizzando
il sistema pubblico, e va cambiato in profondità perchè
non è possibile mettere sullo stesso piano pubblico e
privato».
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