Varese
- Siglato un
accordo tra Azienda Sanitaria e i medici di medicina
generale. Dalla sinergia nascerà un sistema di controllo
della spesa sanitaria e un monitoraggio costante della
situazione epidemiologica
Sars: l'Asl affila le
armi per evitare l'emergenza
(7
maggio 2003) Una sentinella sul territorio contro la Sars.
Anche se oggi non esiste un allarme per il nostro
territorio, l'Azienda Sanitaria locale sta per avviare un
tavolo tecnico aperto che coinvolge i tecnici dell'Asl, i
due infettivologi della provincia, il professor Paolo Grossi
del Circolo di Varese e il dottor Giuliano Rizzardini
dell'ospedale di Busto, e i medici di medicina generale.
L'obiettivo è quello di prepararsi ad affrontare
un'eventuale emergenza nell'inverno prossimo quando
impazzerà l'influenza e potrebbe essere determinante
riconoscere tempestivamente la natura della tosse insistente
e della febbre alta. La speranza, molto concreta, è che per
quel periodo la ricerca scientifica abbia messo a punto test
rapidi e farmaci adeguati a sconfiggere la polmonite
atipica, ma, in attesa di buone notizie, in via Rossi ci si
prepara ad ogni evenienza.
Identico discorso vale per la meningite: dopo il periodo
difficile che ha vissuto il territorio a causa del
meningococco, il comparto sanitario non si farà più
trovare impreparato e predisporrà una rete capillare di
controllo grazie ai medici di base.
Queste
sono le prime ricadute pratiche di un recente accordo che
hanno sottoscritto i vertici di via Rossi con le
associazioni sindacali dei medici di medicina generale.
L'intesa ricuce uno strappo che si era perpetrato durante la
gestione Benedettini: «D'ora in poi si lavorerà in
sinergia - dichiara Pierluigi Zeli, direttore generale
dell'Asl (nella
foto) - per
migliorare i servizi e assicurare appropriatezza di
prestazioni. In questo modo pensiamo di evitare gli sprechi
assicurando la funzionalità di tutti i servizi».
La sanità , com'è noto, attraversa un periodo difficile:
si deve modificare la filosofia che fino ad oggi ha ispirato
questo delicato settore: «Grazie all'accordo - spiega Marco
Cambielli, presidente dello Snami - noi avremo un alleato
forte nel nuovo compito di far capire alla gente che non
sempre sono necessari farmaci ed esami. Le risorse non sono
infinite, quindi va attuata un'allocazione mirata. Non sarà
facile far passare la nuova cultura. Ecco perché questo
accordo garantirà il nostro nuovo ruolo».
Il cambiamento culturale, infatti, non è di poco conto:
«Oggi la gente è più preparata - spiega Banfi - si
informa con riviste e programmi televisivi sulla sanità e
pensa di sapere di quale terapia ha bisogno. I medici di
medicina generale dovranno convincere il paziente che ogni
situazione è specifica. Noi ci specializzeremo sui bisogni
del territorio con offerte
qualificate ma mirate alla collettività».
Dalla nuova
collaborazione nascerà, a breve, una Carta dei Valori, un
codice che configura le modalità di interazione con
indicazioni operative di massima a cui i medici si atterrano
nell'ottica del contenimento della spesa indotta, cioè
quella che si riferisce alle prescrizione di specialisti. Un
tavolo di confronto nascerà presto, quindi, anche con i
medici ospedalieri per affinare tecniche comuni di
intervento.
Tra gli obiettivi del nuovo accordo, infine, quello di
individuare un percorso diagnostico-terapeutico per il
diabete al fine di ridurre il tasso di ospedalizzazione
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