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Varese - L'assessore provinciale alle politiche sociali Azzi interviene sulla questione della polmonite atipica e sui rischi che corre il nostro territorio
«Sars: ci vuole più prevenzione» 

(5 maggio 2003) La polmonite atipica quale rischio rappresenta? Perché la Provincia di Varese ha assunto nei giorni scorsi una posizione precisa in merito alla Mostra internazionale dell'ottica che stava per aprirsi a Milano?
Ecco la riflessione dell'Assessore ai Servizi sociali della Provincia di Varese, Rienzo Azzi.
«La posizione della Provincia è stata chiara e determinata. Ridurre il più possibile le occasioni di possibile contagio. Per questo motivo il nostro Presidente Marco Reguzzoni ha coraggiosamente chiesto la sospensione del MIDO, la Fiera dell’occhiale, che potrebbe portare a Milano anche possibili portatori di infezione. Ci è sembrata una richiesta ragionevole, dettata dal buon senso».

- Ma i nuovi controlli in Malpensa, il tunnel sanitario, la richiesta di rigidi controlli in Cina e nei paesi a rischio?
«Sono misure importanti, ma noi riteniamo non sufficienti. Vede il problema è che se potessimo disporre di un test di accertamento valido, da utilizzare su tutti i viaggiatori in arrivo direttamente o indirettamente dai paesi a rischio, tutto sarebbe probabilmente più facile.Ma il fatto è che la SARS ha un incubazione che può arrivare, pare, fino ad oltre 10 giorni. Così i controlli alla partenza ed all’arrivo servono, ma possono anche essere inutili se la malattia non si è ancora sviluppata.
Per quanto riguarda Malpensa, al di là delle difficoltà strutturali nel realizzare una efficace separazione dei viaggiatori a rischio, dobbiamo dire le cose come stanno. I viaggiatori che terminano il viaggio a Milano, possono e vengono controllati. Così non accade, ed è difficile da attuarsi, sui viaggiatori in transito, provenienti da zone a rischio, che potrebbero sfuggire ad ogni controllo in aeroporto. Le conseguenze sono facilmente immaginabili».
Ma allora secondo voi cosa andrebbe fatto?
«Guardi non siamo "tecnici" ma riteniamo che i tecnici vadano ascoltati di più. Oggi l’unica arma è la prevenzione, quella vera. L'OMS ha annunciato che il picco dell’infezione avverrà intorno al 6 maggio. Fino a quando la situazione non tornerà sotto controllo vanno assolutamente evitate le occasioni di contatto diretto. Proprio come il MIDO. Inoltre è inutile assimilare Malpensa a Fiumicino. Quest’ultimo è un Aeroporto prevalentemente turistico, cioè terminale. Malpensa è un Aeroporto di transito, soprattutto. E questo, data l’assenza di controlli e di isolamento di questi viaggiatori, è un pericolo reale che deve essere affrontato e risolto urgentemente. Il nostro appello è ancora una volta rivolto agli operatori commerciali e turistici perché sospendano per il periodo necessario contatti diretti e viaggi in entrambi i sensi con i paesi a rischio. Alle autorità nazionali chiediamo interventi più forti in questa linea. Il Ministero ha parlato di riduzione dei voli dai paesi a rischio. Noi aggiungiamo diretti ed indiretti.
 Una disinfezione attenta la chiediamo anche per quel che riguarda il Malpensa Express ed in genere i collegamenti con Malpensa».

sanita@varesenews.it


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