Varese
– Soddisfazione negli ambienti universitari e ospedalieri
varesini per l’importante riconoscimento attribuito dalla
Fondazione Invernizzi al Rettore dell’Insubria
A Renzo Dionigi il
"nobel" italiano della medicina
(30
maggio 2003) Un premio
prestigioso, un riconoscimento tra i più ambiti nel campo
della ricerca. Quest’anno il premio Invernizzi è arrivato
a Varese, all’ospedale di Circolo. I coniugi Romeo ed
Enrica Invernizzi hanno scelto il professor Renzo Dionigi
per la categoria Medicina.
La motivazione fa riferimento alle ricerche ed all’attività
clinica condotte tra 1968 e 1976 presso il Department of
Surgery dell’Università di Cincinnati, Ohio, attività
per le quali il Prof. Renzo Dionigi è considerato uno dei
pionieri nel campo dell’immunobiologia chirurgica con
particolare riferimento alla immunodepressione indotta dalla
denutrizione spesso presente nel paziente chirurgico. L’attività
chirurgica e di ricerca, oltre gli sforzi compiuti per veder
realizzata l’università dell’Insubria hanno contribuito
a convincere i giurati del valore dell’operato di Dionigi.
Il Premio Invernizzi è una sorta di Nobel della medicina
italiana.
Istituito nel 1994 dall’imprenditore Romeo Invernizzi,
si indirizza agli studiosi italiani, anche residenti all’estero,
che hanno raggiunto risultati di eccellenza nei settori dell’Alimentazione
e Scienze naturali, dell’Economia e della Medicina.
Il premio per la categoria Medicina è nato nel 1997 e si
lega a nomi illustri della comunità medico-scientifica del
nostro Paese, dal Professor Umberto Veronesi, primo a
ricevere l’ambito premio, al Professor Bordignon del San
Raffaele di Milano, vincitore dell’edizione 2002.
Il premio, oltre che prestigioso, è anche cospicuo –
vale 500 milioni di vecchie lire – e si affianca alla
generosa somma di oltre mezzo miliardo che la Fondazione
Invernizzi impiega annualmente per borse di studio a
sostegno della ricerca scientifica, offrendo una
interessante opportunità di crescita professionale a molti
giovani italiani che si avvicinano a questa attività con
bravura e passione, ma che sono spesso privi di mezzi e
strumenti adeguati per approfondirne i contenuti e gli
studi.
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