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Busto Arsizio - Importante convegno a Malpensafiere sul ruolo e le potenzialità dei disabili nella società europea. Un incontro voluto dal ministro del Welfare Maroni che chiuderà i lavori
L'integrazione dei disabili è soprattutto una questione culturale

(30 maggio 2003)È come la questione del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. A seconda di come lo vedi, hai un giudizio differente. Così per i disabili: se li si considera fattore di ricchezza e risorsa, si porta ad investire sugli strumenti che mettono in risalto le loro doti, lavorando per far scomparire gli ostacoli che ne impediscono il pieno sviluppo. È questo, per Johnny Daverio, direttore generale per le politiche famigliari, sociali e la tutela dei minori al Ministero del Welfare, la svolta radicale che l'anno europeo per le disabilità dovrà imporre: «Io non credo alle celebrazioni - spiega Daverio - ma se queste potessero servire per avviare una rivoluzione soprattutto di tipo culturale, allora ben vengano».
Della necessità di voltar pagina e di dare inizio ad un'era nuova si è parlato a Malpensafiere, nel corso del convegno "Disabilità, qualità della vita, autonomia: l'Europa a confronto". Alla presenza delle massime cariche politiche ed istituzionali locali, operatori del settore si sono confrontati sullo stato degli atti e sulle sfide che anche l'allargamento dell'Europa porterà sotto il profilo dell'adeguamento normativo.
La Provincia di Varese ha preso con molta serietà l'invito arrivato dal Ministero del Welfare: «Villa Recalcati ha dedicato alla disabilità tre assessorati: le politiche del lavoro e della formazione, lo sport e gli affari sociali - spiega Andrea Pellicini, assessore al lavoro e allo sport - abbiamo presentato un progetto molto importante e impegnativo pensato in collaborazione con l'Asl, il CSA, l'Inps, l'Inail e la Camera di Commercio, che coinvolgerà 90 comuni, per mettere in rete tutto ciò che il territorio fa in questo campo. Attendiamo di conoscere le decisioni ministeriali». «La prima difficoltà del nostro lavoro - racconta Anna Martelossi , presidente della Commissione lavoro - è stato quello di vincere la diffidenza delle persone disabili. Per troppo tempo si sono sentite emarginate e per troppo tempo hanno visto vanificate le promesse che erano riuscite a strappare. Quando ci siamo avvicinati a loro con i nostri progetti, siamo stati accolti con freddezza. Oggi abbiamo superato quello scoglio, siamo riusciti a convincerli della nostra buona fede. Il cammino è tracciato». Solo nel settore lavoro è evidente lo sforzo della Provincia: nel 2000 i collocamenti di persone con handicap sono state 33, salite a 145 nel 2001 per arrivare alle 308 del 2002, mentre le convenzioni con aziende private per impiegare disabili sono salite dalle 42 del 2000 alle 600 di oggi.
Una vita indipendente, autonoma, nel proprio ambito famigliare è il fine ultimo a cui si deve mirare. Anche per questo risultato entra in gioco la tecnologia, con un portale  sulle "tecnologie per  l'autonomia e l'integrazione sociale delle persone con disabilità", realizzato dalla Fondazione Don Carlo Gnocchi, accessibile dal sito del Ministero del Welfare

Alessandra Toni
sanita@varesenews.it


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