Varese
- Al centro
congressi di Ville Ponti tre giorni di aggiornamento per il
personale medico e infermieristico che lavora con le urgenze
Varese
all'avanguardia per il personale di Pronto Soccorso
(28
maggio 2003) C'era una volta il Pronto Soccorso aperto
24'ore su 24 per assicurare ai pazienti la possibilità di
avere un medico sempre a disposizione. Era la fine degli
anni '60 e, allora, questa soluzione sembrò rivoluzionaria.
Passarono gli anni e il modello rimase lo stesso: ad
affrontare le emergenze si alternavano medici internisti,
chirurghi, ma anche pediatri o otorini. A Varese quel
sistema sembrò poco rispondente alle molteplici esigenze
d'urgenza ed emergenza che si presentavano in reparto.
All'allora primario Montoli venne l'idea di costituire una
figura ad hoc, un medico delle urgenze che si facesse carico
anche delle diverse patologie ulteriori e delle peculiarità
del paziente: bambino, anziano, diabetico o in dolce attesa.
Quel modello è sempre stato rispettato all'ospedale di
Circolo di Varese, ma una codificazione ufficiale della
figura del medico di Pronto Soccorso non si è mai avuta.
Ora, forse, siamo in dirittura d'arrivo per il
riconoscimento di questa specializzazione. E la notizia
prende corpo proprio in questi giorni al centro congressi di
Ville Ponti a Varese dove, per tre giorni, medici e
infermieri seguono un corso di aggiornamento scientifico,
tecnico e organizzativo dal territorio all'ospedale.
L'appuntamento,
che vede padrone di casa Francesco Perlasca, primario del
Pronto Soccorso di Varese (nella
foto), è stato
organizzato dalla società italiana Medicina di
Emergenza-Urgenza e Pronto Soccorso costituitasi nel
settembre 2000. Tre giorni di lavori con 20 sessioni e la
partecipazione di oltre 100 tra moderatori e relatori.
Per il personale medico e infermieristico del Pronto
Soccorso del Circolo è un'occasione importante per affinare
le proprie competenze specifiche, nonostante il clima teso
che si respira in azienda proprio sul fronte della
formazione.
L'ospedale di Varese si conferma, quindi, all'avanguardia
nella specializzazione della figura di medico
dell'urgenza-emergenza. Rimane solo la nota dolente degli
spazi: ancora quelli degli anni '60.
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