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Varese - Due sedi un solo ospedale: nel futuro i due plessi potrebbero specializzarsi in aree diverse ed integrarsi, mentre per l'emergenza si costituirebbe un dipartimento a sé stante che coordina i tre "pronto soccorso" dell'azienda 
Il rilancio degli ospedali di Luino e Cittiglio è possibile 

(28 maggio 2003) Pr l'ospedale di Luino un futuro c'è. Almeno nei progetti del direttore sanitario dell'azienda ospedaliera Macchi Stefano Zenoni. «L'attuale diatriba sulla necessità o meno di costruire una nuova struttura che sostituisca il Causa Pia Luvini di Cittiglio e il Luini Confalonieri di Luino mi vede spettatore - spiega Zenoni - riguarda un futuro lontano. La mia preoccupazione è molto attuale ed è quella di dare risposte concrete alle preoccupazioni della gente». L'alto Verbano, infatti, è in subbuglio a causa del progressivo depotenziamento dei due ospedali. Proprio nel corso di un faccia faccia tra i sindaci della zona e i vertici dell'azienda, Zenoni ha lanciato la sua proposta: «La prima considerazione è che non si possono perdere queste due strutture perchè sono funzionali al Circolo di Varese: intercettano e rispondono alla domanda locale indirizzando al Macchi i casi più delicati. In seconda battuta, però, si deve essere realistici e ammettere che ci sono alcune carenze di personale, soprattutto nell'area infermieristica, oggettivamente difficili da gestire. Alla luce di questa situazione, la mia proposta è quella di rendere sinergici gli ospedali di Luino e di Cittiglio, potenziando nel primo l'area medica e nel secondo quella chirurgica, creando, inoltre, un dipartimento dell'emergenza indipendente all'interno dell'azienda, che, quindi, organizzi l'attività di pronto soccorso nei tre centri. In questo modo si può ovviare alle carenze di organico, mantenendo nei due plessi spazi residuali per le attività sviluppate nell'altro centro, cioè area chirurgica residuale a Luino e area medica residuale a Cittiglio».
La proposta, lanciata nel corso dell'incontro, non è stata contestata, ma nemmeno accolta con entusiasmo. I sindaci interessati, scottati ormai troppe volte, vogliono andare con i piedi di piombo. 
Il direttore generale del Macchi Roberto Rotasperti si è detto favorevole ad aprire un confronto su questa ipotesi che vede nella realizzazione di un polo d'emergenza  il punto di forza: «La gente vuole essere sicura che ogni urgenza ottenga una risposta adeguata e l'organizzazione di questo servizio con la regia a Varese sarebbe sicuramente una garanzia».

sanita@varesenews.it


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