Varese
- L'urologia
dell'ospedale del Circolo effettua trapianti dal 1996, ma
sono quasi trent'anni che fa espianti multiorgano. Il
centro, tra i migliori in Italia, è diretto dal professor Aldo Bono
Trapianti: a Varese
l'unico centro autorizzato in provincia
(22
maggio 2003) È un centro di espianti riconosciuto dal 1975.
Dal 3 ottobre del 1996 ha anche l'autorizzazione
ministeriali ad effettuare trapianti. Stiamo parlando del
reparto di Urologia dell'ospedale di Circolo di Varese
diretto dal professor Aldo Bono, l'unico in provincia di
Varese ad essere riconosciuto "centro di trapianti". Si tratta
di un'autorizzazione rilasciata dal ministero su richiesta
dello stesso ospedale se sussistono alcune condizioni:
sale operatorie adeguate e uno spazio per la degenza che
assicuri condizioni assolutamente igieniche nella fase post
operatoria. Il permesso dura cinque anni, quindi la
commissione ministeriale torna a accertare che le condizioni
siano rimaste invariate. Urologia, quindi, si trova al suo
secondo mandato: «L'autorizzazione ci è arrivata anche in
virtù della lunga esperienza maturata nel campo degli
espianti - afferma il professor Bono - conta poi anche il
curriculum dei chirurghi, che devono vantare una comprovata
esperienza in aree anche molto delicate e complesse». Al
fianco di Bono, operano 4 chirurghi: insieme, fino ad oggi,
hanno realizzato 251 trapianti di rene, mentre gli espianti
multiorgano sono stati 63.
Il problema della donazione rimane un grosso handicap anche
se la situazione è in netto miglioramento: « Le
difficoltà maggiori riguardano ancora le difficoltà ad
ottenere il consenso all'espianto. Ciò ci obbliga, quindi,
anche ad andare in trasferta per prelevare l'organo, con veri e propri tour de force».
Il reparto di urologia, comunque, si mantiene nella media
europea sia quanto a trapianti, circa una cinquantina
all'anno, sia quanto a tempi d'attesa: per un rene si deve
aspettare circa due anni. E grazie a questi dati, il centro
nella graduatoria ministeriale vanta quattro stellette, su
un punteggio massimo di cinque. La mancata perfezione è
dovuta proprio alle sue
"ridotte" dimensioni: «Noi siamo un centro che
non si occupa solo di trapianto. Questa è una delle tante
attività chirurgiche che questa specialità dispone. In un
anno effettuiamo circa 3000 interventi. La nostra qualità,
però, è assoluta e non lo diciamo noi: nella classifica di
qualità abbiamo il massimo punteggio».
Un
trapianto di reni dura qualche ora. Si può suddividere in
due fasi: quella preparatoria dell'organo che può
richiedere anche un paio d'ore per la delicatezza delle operazioni, e
quella del trapianto che può risolversi in un'ora. La
degenza successiva è una fase molto delicata: per
circa 8 o 9 giorni il trapiantato va isolato perchè la
terapia antirigetto è al massimo. Per questa fase, il
reparto di urologia dispone di cinque posti letto.
Grazie ai progressi in campo farmacologico, oggi l'età dei
donatori si è alzata: anche sessantenni potrebbero donare
un rene, mentre gli interventi di trapianto si effettuano su
persone anziane se le condizione fisiche lo permettono.
Il reparto di urologia, con la sua equipe medica, è sempre
pronta ad intervenire: un rene può "resistere"
sino a 70'ore una volta espiantato. È capitato persino che
in un giorno siano stati effettuati tre trapianti. Sempre
sotto pressione: salvare una vita non ha orari.
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